Torna ad accendersi il dibattito politico sul tema del sovraffollamento carcerario. Nella giornata di ieri vi abbiamo riportato l'interrogazione rivolta al Ministro della Giustizia Andrea Orlando dagli On. Cirielli ed altri, proprio sui problemi dell'esecuzione penale. Oggi vi riportiamo la risposta del Guardasigilli, che ha difeso l'azione del Governo soprattutto per quanto concerne gli effetti positivi delle misure alternative alla carcerazione previste con lo svuota carceri. Secondo l'esponente governativo, la situazione a seguito della c.d.

sentenza CEDU "Torreggiani" è stata affrontata con una strategia "volta a rifondare profondamente il sistema dell'esecuzione penale". A conferma dei risultati è stato ricordato come "le persone che erano sottoposte ad esecuzione penale nel massimo del sovraffollamento carcerario (cioè nel 2010) corrispondevano adun numero significativamente più alto", un elemento in grado di confermare proprio la crescita delle misure alternative alla carcerazione.

Sovraffollamento carcerario: importanti interventi anche sulle strutture

Al contempo il Ministro Orlando ha citato anche l'intervento in favore di un cambiamento positivo nella gestione delle strutture carcerarie, con "l'adattamento delle casepenitenziarie esistenti e la costruzione di nuovi istituti secondo standard europei".

A titolo di esempio vengono citati i carceri di Rovigo e Vicenza, mentre resta aperta la possibilità di utilizzare anche gli spazi prima occupati dagli ospedali psichiatrici giudiziari, destinati alla chiusura nel breve termine. Più complessa la realizzazione di nuove strutture, "che richiederà fisiologicamente tempo e risorse" e che pertanto prenderàpiù tempo, seppure resta in corso di sviluppo.

Le risposte del Ministro in merito alla situazione della Polizia penitenziaria

Il Guardasigilli ha infine toccato il tema della "lamentata carenza di organico del Corpo di polizia penitenziaria", rilevando comeattraverso la legge risalente al 2014 "la dotazione è stata innalzata a 45325 unità". Una misura pensata proprio per andare incontro alle richieste organizzative e funzionali in arrivo dalle carceri, anche attraverso i sindacati di Polizia.

Il Ministro della Giustiziaha infine citato la propria disponibilità al dialogo tramite l'apertura di un confronto con il Ministero dell'interno, ricollegandosi cosìall'attuazione della legge 114/2014.

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