Dal 17 al 23 ottobre 2016 ricorre la sedicesima settimana della lingua italiana nel mondo. Per questo, Firenze ha accolto gli Stati generali della lingua italiana nel mondo, ai quali è stato dato il titolo di “Italiano lingua viva” e ove si è discusso di come approfondire le correnti strategie di diffusione della nostra lingua all’estero. A Palazzo Vecchio si è presentato anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che è stato al centro di un attacco espresso da chi lo considera scarso difensore del patrimonio linguistico del Belpaese.

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E’ stato l’ex sindaco di Roma e leader di Azione nazionale Gianni Alemanno a puntare il dito contro questo aspetto, riferendosi in particolare a due mosse del Primo ministro: la prima è l’uso di un inglesismo, ossia l’espressione “Jobs Act”, per dare il nome a una legge dello stato italiano; l’altra è l’autorizzazione alla cancellazione della toponomastica in italiano nell’Alto Adige, “come merce di scambio elettorale”, sostiene Alemanno.

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Anche per questi motivi, a Firenze è stata presentata una proposta di legge, il cui primo firmatario è il deputato di Forza italia Fabrizio Di Stefano, per la “Tutela e valorizzazione della lingua italiana”, che è stata ufficialmente consegnata all’Accademia della Crusca, che già in passato si è espressa sullo smodato uso di inglesismi. L’istituzione nata nel 1583 (proprio a Firenze) rappresenta il principale punto di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana.

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Matteo Renzi

 

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