A questo punto del percorso verso le Elezioni politiche del 2018 possiamo tranquillamente affermare che si possa ormai parlare di uno scontro a due, tra il Partito Democratico ed il Movimento cinque stelle. Così sentenziano molti Istituti di sondaggio, tra i quali Index, che indica al primo posto, per circa un punto percentuale, il Movimento con Di Maio premier: 27,3 % M5S e 25,5 % PD. Il periodo preso in esame va dal 9 al 15 ottobre scorsi.

La Lega Nord si attesta intorno al 15 % e Forza Italia intorno al 14 %. Il dato riguardante Fratelli d'Italia risulta sempre meno stabile, diciamo comunque intorno al 5 %.

Il Centro Destra unito continua a crescere e sia Berlusconi che Salvini, in due rispettive interviste recenti, confermano la linea in base alla quale il leader che dovesse prendere il maggior numero di voti sarebbe incoronato a capo della coalizione.

La polemica continua tra Speranza e Pisapia non giova invece ad Articolo 1-Mdp, che si attesta sotto la soglia indicata dal Rosatellum bis come sbarramento per l'accesso in Parlamento, ovvero il 3 %. Si sottolinea, con evidenza, che la linea della separazione intrapresa dai bersaniani non stia restituendo i frutti sperati.

Sinistra Italiana ed i Centristi di Alternativa Popolare riscuotono circa il 2 % dei consensi nei sondaggi.

Comunque, stando a queste ultime rilevazioni, vista l'oscillazione di Sinistra Italiana, Articolo-1 ed Mdp, potrebbero esserci in media 13 elettori su 100 che non vedrebbero materializzarsi in seggi parlamentari le loro scelte di voto.

Non è difficile immaginare, con il M5S a circa 188 seggi alla Camera dei Deputati, che si preveda, come unica strada percorribile dopo il voto, un Governo delle larghe intese, con un'alleanza tra PD, Forza Italia ed i partiti di centro, Alleanza Popolare in primis. Solo così si potrebbe, utilizzando anche i voti che arrivino dalle circoscrizioni estere, scongiurare il ricorso del ritorno alle urne ed assicurare un Esecutivo al Paese.

D'altronde Il Movimento cinque stelle continua a proclamare la ferma decisione di non voler prendere in considerazione alcun tipo di alleanza programmatica pre o post elettorale.

Staremo a vedere gli sviluppi dei prossimi giorni e mesi, se quindi la "tendenza" fin qui rilevata si mantenga oppure che, crediamo difficilmente, qualcosa di sostanziale possa cambiare nelle dichiarazioni di voto ai sondaggisti.

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