“Sarei pronto a votare lo Ius soli anche domani”. Con queste parole il senatore Denis Verdini, fondatore del gruppo Ala, già ‘stampella’ della maggioranza al posto di Mdp per approvare la legge elettorale Rosatellum con il voto di fiducia, annuncia nell’aula di Palazzo Madama la sua intenzione di votare “anche domani” quella sullo ius soli. Il capogruppo al Senato del Pd, Luigi Zanda, coglie subito la palla al balzo affermando di augurarsi l’apposizione del voto di fiducia da parte del governo anche sulla delicata e divisiva materia della cittadinanza agli immigrati. E, infatti, la reazione del centrodestra è furiosa.

Denis Verdini favorevole allo ius soli

Evidentemente a Denis Verdini e alla sua Ala non è bastato rientrare nella maggioranza di governo dalla porta di servizio, votando la fiducia sulla nuova legge elettorale Rosatellum. Il senatore ex(?) berlusconiano, nell’aula di Palazzo Madama, ha detto chiaramente di essere pronto a votare lo ius soli “anche domani in coerenza con quanto già fatto per la legge sui minori non accompagnati”.

L’ex macellaio di Fivizzano, inseguito da diversi processi e accuse (oltre ad una condanna in primo grado a 9 anni per bancarotta), spiega ai colleghi senatori che lui e i membri della sua Ala sono “quelli che hanno consentito al Paese di fare uno scatto in avanti sul fronte dei diritti”. E cita i casi della legge sulle unioni civili e di quelle, ancora da approvare, sulla step child adoption e sul testamento biologico.

Verdini, poi, si auto attribuisce il merito di aver votato il Def (Documento di economia e finanza), l’abolizione dell’Imu e la riduzione dell’Irap, pur non facendo parte (ancora) della maggioranza.

Zanda apre al voto di fiduciaa, le reazioni furiose del centrodestra

Parole, quelle di Denis Verdini, che hanno subito offerto l’occasione al capogruppo dei senatori Dem, Luigi Zanda, per alzare la posta affermando di voler accogliere “con molto favore una eventuale decisione del governo di mettere la fiducia sul provvedimento dello ius soli”.

Presa di posizione che ha fatto saltare sugli scranni i colleghi contrari alla nuova legge sulla cittadinanza ‘facile’ agli immigrati. “Se vogliono mettere la fiducia sappiano che per farlo passare dovranno passare sul mio cadavere”, minaccia il leghista Roberto Calderoli. “Porre la fiducia sullo ius soli sarebbe un atto indegno da parte di un governo illegittimo”, gli fa eco la pasionaria di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Da Forza Italia le prime voci a farsi sentire sono quelle di Maurizio Gasparri (“La sinistra continua la sua corsa verso il suicidio politico”) e di Renato Brunetta (“Fiducia sullo ius soli atto divisivo per il parlamento e per il paese”).

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