Il governo del Sudan ha confermato ieri che comincerà, in breve tempo, ad avviare delle efficienti riforme finanziare per rilanciare l'economia del paese dopo la decisione degli Stati Uniti, presa il 12 ottobre, di revocare definitivamente le sanzioni economiche in vigore ormai da venti anni. Il provvedimento è stato preso dopo circa dieci mesi dal periodo di prova e Heather Nauert, la portavoce del Dipartimento di Stato americano, ha dichiarato in un comunicato stampa che sono stati mesi di sforzi diplomatici.

La scelta di Washington

Le sanzioni vennero imposte nel 1997 durante il secondo mandato del Presidente Bill Clinton che considerava il Sudan una grande minaccia per gli Stati Uniti d'america e non solo. Questa sua tesi venne rafforzata principalmente per due motivi: l'ipotesi quasi certa che Khartum, capitale sudanese, avesse appoggiato dei gruppi terroristici; il conflitto armato in Darfur, regione sud-orientale del Sudan, scoppiato nel 2003. Lo Stato arabo-africano venne così accusato di supportare il terrorismo internazionale e la violazione dei diritti umani.

Nonostante la situazione politica e sociale in Sudan sia ancora molto complessa, grandi passi avanti sono stati effettuati e riconosciuti dalla Casa Bianca. In particolare, viene sottolineato il riconoscimento delle costanti, positive e concrete azioni per conservare una cessazione delle ostilità nelle aree di conflitto, il miglioramento di un accesso umanitario sempre più presente, ed il mantenimento di una cooperazione con gli Stati Uniti nell'affrontare le lotte regionali e la minaccia del terrorismo.

Rapporto attuale tra il Sudan e gli Stati Uniti

La fine di un lungo regime di sanzioni è un fattore sicuramente positivo per il Sudan che può cominciare di nuovo ad essere un attore importante all'interno del sistema finanziario internazionale. Infatti Omar Hasan Ahmad al-Bashir, Presidente del Sudan e il capo del Partito del Congresso Nazionale, ha affermato ieri che entro la prossima settimana si recherà in Qatar, Kuwait e Arabia Saudita cercando nuovi mercati di lancio per le esportazioni e gli investimenti sudanesi.

Wagdy Merghany, capo del Sudanese Exporters Union, ha proseguito dicendo che aumenteranno le esportazioni agricole ed animali del Sudan del 25% entro la fine dell'anno prossimo. Inoltre, secondo alcune ricerche statistiche, la disoccupazione del Sudan sembra già essere arrivata al 19%, in netta diminuzione rispetto al mese scorso che era del 20%.

Tuttavia, Washington continua a non fidarsi pienamente del Sudan e a non appoggiare del tutto il capo di Stato sudanese Ahmad al-Bashir che resta ancora nella lista dei ricercati della Corte penale internazionale. Bashir è accusato di crimini contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio per il conflitto in Darfur.

Il presidente attuale degli Stati Uniti, Donald Trump, tende quindi a considerare anche adesso il Sudan come uno sponsor del terrorismo.

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