È di poche ore fa, la dichiarazione, o meglio la richiesta, del Segretario Generale della UIL Scuola Sicilia, Claudio Parasporo, con la quale quest'ultimo esorta il nuovo Presidente della Regione Sicilia, che tra breve verrà estrapolato dallo scrutinio, ad attenzionare la situazione dell'istituzione scuola in Sicilia che, a tutt'oggi, versa in condizioni critiche.

Sui banchi della polemica

L'oggetto della richiesta formalizzata da Parasporo è, essenzialmente, l'enunciazione di una legge organica sul diritto allo studio, del quale la Regione Sicilia è attualmente sprovvista, nonché una presa di posizione e coscienza per l'avvio di un intervento specifico e mirato volto al miglioramento delle condizioni della scuola in Sicilia e la riorganizzazione generale dell'assetto istituzionale ed amministrativo finora carenti sotto ogni punto di vista.

Fondamentale per questo percorso di rimodulazione dell'assestement organizzativo è senz'altro l'intervento di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici vetusti che versano in condizioni inaccettabili. Inoltre, sempre sulla linea di un cambiamento tanto sostanziale quanto modulare e dai tempi non brevi di risoluzione, va valutata anche la condizione dell'inserimento scolastico che, spesso, conduce molte famiglie a vedere i propri figli esclusi o impossibilitati ad accedere alle strutture perché in sovrannumero e a ricorrere a strutture private i cui costi gravano interamente sul proprio bilancio familiare, senza alcun aiuto statale.

Una situazione, certamente, incomprensibile che conduce alla necessaria formulazione di un altro principio fondamentale per la scuola: l'autonomia.

Autonomia intesa come regolamentazione e rimodulazione di quelle criticità che riguardano principalmente i piccoli centri rurali, le aree periferiche delle città, le piccole isole e i Comuni di montagna, dove spesso mancano figure scolastiche dirigenziali ed amministrative importanti quali il dirigente scolastico o il direttore amministrativo, senza le quali non è materialmente possibile avviare un istituto scolastico.

Esortazioni, dunque, quelle di Parasporo che lasciano trasparire un velo di incertezza e disillusione, ma anche di determinata lotta per una consapevole presa di responsabilità che la prossima giunta regionale dovrà fronteggiare in vista di un reale e concreto cambiamento dell'assetto istituzionale generale che, lo stesso Claudio Parasporo, auspica sia un illuminante faro che oscuri l'amministrazione Crocetta, reduce e causa del blocco delle assunzioni nella scuola di circa 8 mila lavoratori.

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