È un Pier Luigi Bersani di lotta e, nelle sue intenzioni, anche di governo, quello che questa mattina, 22 gennaio, si lascia intervistare da Massimo Giannini per il programma Circo Massimo in onda su Radio Capital. L’ex segretario Pd, protagonista della scissione a sinistra che ha portato alla formazione di Mdp prima e di Liberi e Uguali ora, si scaglia contro le politiche portate avanti da Matteo Renzi, critica con forza la possibilità che possa prendere vita un nuovo patto del Nazareno con Silvio Berlusconi e ribadisce la necessità di dialogo con il M5S se il movimento politico che lui rappresenta ha veramente aspirazioni di diventare una sinistra di governo.

L’inganno di Renzi sul milione di posti di lavoro

Massimo Giannini che, come noto, con Renzi non ha un rapporto idilliaco dopo la sua cacciata dal talk show Rai Ballarò, va dritto al cuore della polemica che divide il centro sinistra. “Il milione di posti di lavoro di Renzi è una fake news?”. Domanda dalle cento pistole alla quale Pier Luigi Bersani risponde secco: “È un inganno che fa male al sistema perché genera rabbia, spaesamento o allontanamento”. Secondo il leader di LeU, infatti, le ripetute dichiarazioni renziane sul presunto milione di posti di lavoro in più creati negli ultimi anni dai governi a guida Pd sono solo fumo negli occhi. Infatti, sostiene Bersani, “non si può chiamare posto di lavoro un’occupazione statistica”.

Insomma, non si può affermare “che è occupato uno che lavora un’ora a settimana o una settimana in sei mesi”. Un inganno in piena regola che Bersani sconsiglia di ripetere “alla gente” perché “le famiglie”, comprese quelle del ceto medio, “sanno come stanno le cose”.

‘Renzi ha perso il senno, vuole rimettere le macchie al giaguaro’

Pier Luigi Bersani è incontenibile, non ci sta ad essere additato come nemico numero uno del centro sinistra e del Pd. In pratica, accusa Renzi di “aver perso il senno” se continua a dire che “noi facciamo vincere la destra”. Secondo il leader di LeU il segretario Pd è invece ben consapevole che “la gente che voterà noi a lui non lo vota”.

Al contrario, prosegue, la sua “intenzione originaria” è stata sempre quella di trovare un accordo con Berlusconi. Infatti, spiega, il capo di Forza Italia “è stato riesumato con il patto del Nazareno” appena pochi mesi dopo essere stato espulso dal Senato per effetto della legge Severino. Con il risultato che prima c’è stato un “accordo sull’Italicum” (poi naufragato insieme alla sconfitta nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 ndr) e poi che la legge elettorale Rosatellum “l’hanno fatta insieme”. Secondo Bersani la “idea originaria” di Renzi resta sempre quella di “far fuori la sinistra” allo scopo di “ereditare l’elettorato di Berlusconi”. Ma l’unico risultato ottenuto, chiosa ironico, è che “il giaguaro si è rimesso qualche macchiolina”.

L’appello di Bersani al M5S

Passando a parlare di M5S, Pier Luigi Bersani riconosce ai pentastellati di rappresentare milioni di voti di circa il 25% della popolazione italiana, ma chiede loro di portare finalmente “da qualche parte democratica” i consensi accumulati. La sua speranza è che la sinistra da lui rappresentata si dimostri una “sinistra di governo” che avrà quindi il “dovere di parlare con il M5S”. Certo però che “fare un’alleanza di governo è tutto un altro film”.

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