Con l'avvicinarsi sempre più imminente delle Elezioni politiche è interessante, fra le altre cose, dare un'occhiata a come si andranno a collocare in questa tornata elettorale tutti quei parlamentari uscenti che, pochi mesi dopo l'inizio dell'ultima Legislatura, nella quale erano stati eletti con il PdL, fecero la scelta (all'epoca assai discussa) di lasciare Silvio Berlusconi e di seguire Angelino Alfano nella nascita del Nuovo Centrodestra, a sostegno dei Governi guidati dal PD. Il nuovo partito infatti appoggiò inizialmente il Governo Letta, già in carica, e poi ebbe un ruolo importante nel seguente Governo Renzi, ma anche nel successivo di Gentiloni.

La "scissione" di NCD risale precisamente al novembre del 2013 e inizialmente vi aderirono circa 60 fra deputati, senatori e membri del Governo. Anche se nel corso degli anni seguenti tale pattuglia si è andata a ridimensionare, in parte perché alcuni decisero alla spicciolata di tornare all'opposizione rispetto ai Governi PD: in alcuni casi aderendo direttamente alla rifondata Forza Italia, in altri casi passando in gruppi minori centristi. Anche se la gran parte dei circa 60 "alfaniani" della prima ora sono in realtà rimasti nella maggioranza di Governo praticamente fino al termine della Legislatura, tramite il gruppo di "Alternativa Popolare": salvo però dividersi in due tronconi praticamente due mesi fa, decidendo una parte di proseguire l'alleanza con il PD di Renzi (tramite la lista "Civica Popolare"), dall'altra di dar vita a una nuova formazione nella coalizione di centrodestra ("Noi con l'Italia").

Di seguito facciamo un breve viaggio nella "galassia" degli alfaniani della prima ora e scopriamo come ciascuno di loro si appresta a vivere le elezioni del 4 marzo.

I rientrati nel centrodestra già nel corso della Legislatura

Come accennavamo, vi sono una serie di Parlamentari che nel 2013 avevano inizialmente seguito Alfano nel Nuovo Centrodestra, salvo poi tornarsene in seguito nella nuova Forza Italia, cosa fatta ad esempio dall'ex presidente del Senato Renato Schifani, da Nunzia De Girolamo, Alberto Giorgetti, Antonio Azzollini, Antonio D'Alì e più di recente da Antonino Minardo, Gianfranco Sammarco, Piero Aiello, Giovanni Bilardi, Massimo Cassano, Salvatore Torrisi e Antonio Gentile.

I quali in alcuni casi sono ricandidati a queste elezioni fra gli azzurri e in casi altri no, ma comunque hanno ruoli nel partito.

Vi è poi chi, pur non rientrando direttamente nel partito di Berlusconi, si era comunque già da tempo collocato all'opposizione rispetto ai Governi Renzi e Gentiloni: scelta fatta dall'ex Ministro Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella, Andrea Augello, Vincenzo Piso e l'ex Udc Carlo Giovanardi: i primi due si presenteranno al voto con "Noi con l'Italia" in Abruzzo, mentre gli altri tre non sono ricandidati.

Vi è poi chi come Barbara Saltamartini e Alessandro Pagano erano usciti ben presto dal gruppo alfaniano per aderire a Noi con Salvini, e a queste elezioni saranno candidati con la Lega. O chi, come Bruno Mancuso, nei mesi scorsi ha aderito a Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, senza però presentarsi alle nuove elezioni.

Complessivamente quindi, sono stati 20 gli ex alfaniani a essere in qualche modo tornati sui propri passi rispetto alla scelta iniziale di appoggiare i Governi del PD, passando all'opposizione già nel corso della Legislatura. Vediamo invece come si collocano a queste elezioni coloro che nel corso degli anni sono rimasti nella maggioranza di Governo.

Gli ex berlusconiani candidati nel centrosinistra

Saranno candidati nel centrosinistra Beatrice Lorenzin e Fabrizio Cicchitto, due degli esponenti di punta degli ex-NCD, che hanno deciso di rimanere alleati al PD. La ex Ministra della Salute addirittura ha inserito il proprio nome nel simbolo di "Civica Popolare", che sarà una delle quattro liste del centrosinistra, mentre l'ex deputato forzista, oggi 77enne, si presenta con essa al Senato in Sicilia e Umbria.

Nella coalizione renziana ci sarà anche Paolo Toccafondi, candidato alla Camera in Toscana con Civica Popolare nel plurinominale ma anche per l'intero centrosinistra all'uninominale a Prato: storico esponente del centrodestra fiorentino, non venne eletto in Parlamento nel 2013 (fu il primo degli esclusi) con il PdL, ma poi è sempre stato Sottosegretario all'Istruzione nei Governi della Legislatura.

Fra gli altri candidati troviamo Gioacchino Alfano, in lista al Senato in Campania con Civica Popolare nel plurinominale ma anche per l'intero centrosinistra all'uninominale a Napoli centro-Est; Federica Chiavaroli, candidata al Senato con Civica Popolare sia come capolista nel proporzionale in Abruzzo, sia per la coalizione di centrosinistra nel collegio uninominale Chieti-Pescara; Paolo Alli, 67 annni, ex sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia dell’era Formigoni, è invece candidato per il centrosinistra al Senato nell'uninominale a Mantova.

C'è poi Guido Viceconte, ex europarlamentare forzista e più volte sottosegretario nei governi Berlusconi, che è il candidato del centrosinistra nel collegio uninominale per la Camera a Potenza.

Stessa sorte per Sergio Pizzolante, candidato alla Camera nel plurinominale con Civica Popolare ma anche all'uninominale per tutto il centrosinistra a Rimini; per Mario Dalla Tor, candidato uninominale della coalizione renziana a Chioggia e capolista della lista Lorenzin nel plurinominale nel veneziano; ma anche per Nico D'Ascola, candidato alla Camera nel collegio uninominale Calabria 8 di Reggio Calabria.

Caso particolare è quello dell'onorevole Maurizio Bernardo, che dopo essere stato assessore regionale in Lombardia e deputato per il PdL (poi in NCD e AP), dallo scorso luglio ha aderito direttamente al Partito Democratico, che adesso lo candida alla Camera come secondo nel listino proporzionale a Varese-Busto Arsizio.

Sono pertanto 11 gli esponenti che, dopo essere entrati in Parlamento nel 2013 con il PdL, provano adesso, cinque anni dopo a farlo nel centrosinistra a trazione renziana.

I candidati nel centrodestra dopo aver appoggiato il Governo Gentiloni fino all'ultimo

Fra quelli che invece sono rimasti fino agli ultimi mesi della Legislatura dentro Alternativa Popolare, e di conseguenza a sostegno del Governo del PD Paolo Gentiloni, ma che poi hanno deciso di presentarsi alle elezioni dentro il centrodestra, ci sono coloro che hanno dato vita alla lista "Noi con l'Italia - Udc", fra i cui fondatori ci sono gli ex ministri Maurizio Lupi ed Enrico Costa.

Non manca in questa formazione Roberto Formigoni, ex presidente della Regione Lombardia, che sarà primo del listino di "Noi con l'Italia - UdC" a Milano, Monza-Brianza e Bergamo-Brescia, ma senza "paracadute" nell'uninominale.

Sempre in Lombardia e sempre per lo stesso partito sono candidati Simona Vicari, Vincenzo Garofalo e Raffaello Vignali. Mentre si presenta nel veneziano il senatore uscente Franco Conte (sarà capolista nel plurinominale alla Camera).

Fra chi aderì inizialmente al Nuovo Centrodestra vi è anche Paolo Naccarato, il quale nel 2013 per la precisione non venne eletto con Berlusconi, bensì nelle file della Lega Nord: dopo aver lasciato gli alfaniani, ad ottobre 2017 ha aderito a Rinascimento di Vittorio Sgarbi: adesso è candidato alla Camera nel collegio uninominale di Cosenza dalla coalizione di centrodestra.

Sono pertanto 8 gli "alfaniani" delle origini che, dopo oltre quattro anni passati dall'altra parte della barricata rispetto alle altre formazioni di centrodestra, adesso correranno invece in alleanza con Forza Italia, FdI e Lega.

La maggioranza degli ex-alfaniani non sono ricandidati

La maggioranza fra i parlamentari che nel 2013 abbandonarono Berlusconi per seguire Alfano nell'alleanza con il PD, sono però non ricandidati a queste nuove elezioni politiche, a partire da Angelino Alfano, padre di tutta l'operazione politica che portò al divorzio da Berlusconi nell'autunno 2013 e da allora sempre Ministro in carica, oltre che leader indiscusso di NCD prima e di AP poi. Lascia il Parlamento dopo molti anni anche Maurizio Sacconi, presidente uscente della Commissione Lavoro del Senato, come pure Dorina Bianchi, recentemente sottosegretaria al Ministero dei Beni Culturali.

Fuori dalle liste pure Luigi Casero, che è stato vice-ministro dell'Economia sia nell'ultimo Governo Berlusconi, sia in tutti quelli della Legislatura appena finita (Letta, Renzi e Gentiloni).

Non si candida alle Politiche neanche il deputato siciliano Nino Bosco, ex Ncd e AP, che nella sua regione in autunno si era opposto all'alleanza del partito di Alfano col Pd di Musumeci. Stessa sorte per un altro noto siciliano, Giuseppe Castiglione, già eurodeputato di Forza Italia ed ex presidente della provincia di Catania con il centrodestra, poi sottosegretario all'agricoltura nei tre governi di questa Legislatura. Non si ripresenta neanche Dore Misuraca, braccio destro di Alfano e tessitore dell'alleanza col centrosinistra a Palermo, con un passato da deputato del PdL. Come neppure Marcello Gualdani. Ma neanche chi si oppose all'alleanza di AP col centrosinistra, come l'abruzzese Filippo Piccone, che lasciò il partito a novembre scorso, si ripresenterà.

Al pari di Giuseppe Pagano che alle regionali siciliane aveva sostenuto Musumeci e non Micari.

Non si ricandida nemmeno Giuseppe Esposito, da poco nuovo responsabile sicurezza e difesa dell'Unione di Centro e quindi impegnato comunque nel percorso di "Noi con l'Italia - UdC", nel centrodestra. Così come, dalla parte opposta, non si presenta direttamente Giuseppe Marinello, il quale però sostiene la lista della Lorenzin. Fuori dalle varie liste pure Pietro Langella, che nel 2015 aveva lasciato Alfano per passare con ALA di Verdini. E il dirigente sportivo Luciano Rossi. Non sarà membro del nuovo Parlamento neanche l'ex Sindaco di Milano Gabriele Albertini, che aveva aderito a NCD alcuni mesi dopo rispetto alla fondazione, e vi è rimasto fino a circa un anno fa, quando si è avvicinato a Stefano Parisi, attuale candidato alla presidenza della Regione Lazio.

Manca dalle varie liste pure Laura Bianconi, in Parlamento dal 2001 quando venne eletta in Forza Italia (poi in PdL, NCD e AP), che non è stata candidata dalla Lorenzin; stessa sorte per la 34enne calabrese Rosanna Scopelliti e per l'abruzzese Paolo Tancredi.

Vi sono poi quelli che non scenderanno nuovamente in campo per altre scelte professionali: fra loro Raffaele Calabrò (ex PdL, NCD e Ap), che da giugno scorso è Rettore dell'Università Campus Biomedico di Roma e già aveva quindi lasciato il Parlamento. E anche Antonio Leone, storico volto di Forza Italia e PdL: pure lui passò in NCD nel 2013, poi nel settembre 2014 è diventato membro del CSM, lasciando così la politica attiva.

Non si ricandida neppure Luigi Compagna, che nell'ultima Legislatura è stato il parlamentare ad aver cambiato più volte in assoluto il gruppo di appartenenza: complessivamente ben nove. Mentre infine, per ovvi motivi, non rivedremo in Parlamento neanche l'ultra 85enne Francesco Colucci (con dieci mandati parlamentari alle spalle e più di 36 anni trascorsi tra Camera e Senato) e neppure Antonio Stefano Caridi, di cui il Senato votò l'autorizzazione alla custodia cautelare nel 2016.

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