Nicola Zingaretti, lo scorso 4 marzo, è stato rieletto presidente della Regione Lazio, ma ancor prima che la sua giunta regionale prenda forma, ci sarebbe un piano - messo in atto da Centrodestra e Movimento Cinque Stelle - per farlo decadere. A rivelarlo è il quotidiano romano Il Messaggero.

Rievocazione del metodo Marino

Secondo il giornalista Simone Canettieri, infatti, tutto è pronto per applicare lo stesso sistema che nel 2015 ha portato alle dimissioni da sindaco di Ignazio Marino. L'unica differenza starebbe nel fatto che non ci sarebbe bisogno di ricorrere a "tradimenti" interni alle forze di maggioranza in quanto la coalizione di centrodestra, unita ai grillini e a Sergio Pirozzi possono vantare un consigliere in più rispetto al centrosinistra.

In pratica, il piano per far cadere Nicola Zingaretti prevede che si dimettano in massa i 26 consiglieri regionali, che essendo entrati nella giunta nonostante la sconfitta elettorale, detengono una sorta di 'maggioranza ombra'. Il quotidiano romano spiega che anche Matteo Salvini ci avrebbe messo lo zampino. Il leader della Lega, infatti, vorrebbe "attirare nella sua galassia" anche la lista Pirozzi. Il sindaco di Amatrice, infatti, detentore dell'unico seggio potrebbe essere l'ago della bilancia.

Come previsto dall'articolo 43 dello statuto del Consiglio regionale del Lazio, se i consiglieri della giunta regionale decidessero di dimettersi in massa, Nicola Zingaretti decadrebbe subito e sarebbe necessario convocare, entro 60 giorni, le nuove elezioni.

Ovviamente, il governatore uscente non avrebbe più la possibilità di ricandidarsi. Il piano, dunque, sarebbe già in fase avanzata, anche se il finale è ancora tutto da scrivere.

Stando a quanto riportato da Il Messaggero, sia il candidato di centrodestra, Stefano Parisi, che la grillina Roberta Lombardi avrebbero confermato l'intenzione di far cadere Zingaretti. Anche se la nuova capogruppo dei Cinque Stelle preferirebbe confrontarsi anche con Luigi Di Maio e con gli altri 9 eletti del Movimento. L'idea invece non dispiace ai 15 consiglieri che sostengono Parisi (Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Energie per l'Italia e Noi con l'Italia).

Le aspirazioni di Zingaretti

Mentre i consiglieri regionali tramano nell'ombra, Nicola Zingaretti parla con il quotidiano La Stampa delle sue aspirazioni e del suo futuro.

Spiega che non è interessato a correre, in assemblea, per la segreteria del Pd. Semmai, potrebbe entrare in gioco al congresso normale con le primarie. Il neo governatore è convinto che in questi giorni si sia aperto, tra i dem, un percorso di confronto vero e questo potrebbe essere la base per realizzare, insieme, un nuovo progetto.