Tecnicamente gli esperti chiamano bandwagon quello che la vulgata comune definisce il 'salire sul carro dei vincitori': e anche questa volta, nel primo sondaggio effettuato a circa dieci giorni dalle elezioni politiche, questo effetto viene confermato. Il sondaggio pubblicato dal Messaggero, realizzato dall'istituto SWG, vede confermare il trionfo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Ma se i Cinquestelle confermano sostanzialmente il risultato del 4 aprile, con una lieve crescita nelle intenzioni di voto, per il leader del Carroccio si registra un vero e proprio boom di consensi, consentendogli di superare abbondantemente la quota del 20%.

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Crollo totale per PD e Forza Italia

I Cinquestelle consolidano la loro posizione di primo partito, aggiungendo un 1,8% al bottino guadagnato il 4 marzo che consente loro di arrivare al 34,5%. Ma l'exploit sarebbe tutto per la Lega di Matteo Salvini che è accreditato di un 22,3% delle intenzioni di voto.

Il grosso dei consensi per il Carroccio arriverebbe dagli alleati della coalizione di centrodestra.

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Forza Italia cala fino al 10,5%, mentre Fratelli d'Italia perde più di un punto percentuale e scende al 3,1%. Praticamente il voto degli elettori della coalizione viene sempre più catalizzato da Matteo Salvini, che consolida la sua figura di leader della sua parte politica.

Sempre più giù i partiti della sinistra. Il Partito Democratico arriva ad un 18% tondo tondo, la Bonino con +Europa scende ad un misero 1,7%, mentre Liberi e Uguali crolla al 2,8%.

Dove finiscono questi voti? Una parte passa al Movimento Cinquestelle, mentre gli elettori più politicizzati della sinistra premiano Potere al Popolo, che raddoppia le proprie percentuali passando dallo 0,9 al 2%.

Questo sondaggio, effettuato con una base campione di 1.000 intervistati, ci racconta che i due vincitori delle ultime elezioni politiche stanno consolidandosi: sia i Cinquestelle che la Lega, sommando le intenzioni di voto, sono in crescita.

Il centrosinistra a trazione PD e la galassia delle liste di sinistra, ad eccezione della novità di Potere al Popolo, sono in costante calo. Probabilmente continuano a pagare non solo le politiche di governo che gli italiani non hanno apprezzato, ma anche una evidente carenza di rinnovamento della classe dirigente che al momento non si sta registrando. Dai prossimi sondaggi potremo comprendere quanto gli italiani apprezzeranno le strategie che i partiti si apprestano a condurre per ricercare una nuova maggioranza di governo.

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