Su proposta dell'on. Cateno De Luca, candidato alla poltrona di primo cittadino di Messina, l'Assemblea Regionale Siciliana ha inserito nella legge di stabilità la costituzione dell'Agenzia comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana della città di messina.

L'art. 68

È l'articolo della legge di stabilità che prevede la nascita di questo organismo cui sono trasferiti i poteri dell'Istituto Autonomo Case Popolari.

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L'Agenzia è posta sotto il controllo diretto del Comune e assume in sé tutti i rapporti attivi e passivi facenti capo all'IACP di Messina aventi ad oggetto le opere di risanamento urbanistico relative alle proprietà immobiliari. Il patrimonio immobiliare oggetto di risanamento è trasferito all'Agenzia.

L'apertura ai privati

Un carattere distintivo e di assoluta modernità di questo organismo sta nel fatto che il risanamento può passare anche dall'intervento diretto dei privati attraverso il cosiddetto project financing utilizzato per la costruzione di nuovi alloggi o per l'acquisto di appartamenti già esistenti.

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Una modalità di intervento che favorisce l'aumento delle risorse disponibili rendendo appetibile l'investimento in un'opera fin qui vista solo come un esclusivo intervento della pubblica amministrazione.

Le risorse stanziate dalla legge di stabilità

Intanto per la costituzione ed il funzionamento dell'Agenzia sono stati stanziati 500 mila euro. Per la realizzazione concreta degli obiettivi e quindi per le operazioni relative al risanamento in senso stretto, sono stati stanziati ben 40 milioni di euro.

Certo questo importo può apparire insufficiente a finanziare l'intera opera di riqualificazione urbana di Messina. Anche per questo motivo si è guardato con favore all'intervento di capitali privati.

Gli impegni a carico dell'Agenzia

Poichè di risanamento a Messina si parla da tempo immemorabile, ecco un comma dell'art. 68 della legge di stabilità che promuove l'accelerazione dei tempi di realizzazione delle opere finalizzate all'obiettivo.

Inoltre dovrà riuscire a ridurre il numero delle costruzioni precarie e delle "baracche" esistenti e censite, sostenendo il pagamento del canone di affitto alle famiglie aventi diritto all'assegnazione di un alloggio inserite nelle relative graduatorie. Nero su bianco, un altro comma prevede l'accelerazione della attività di pianificazione attuativa, programmazione negoziata, finanza di progetto e acquisto degli alloggi.

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Commenti, polemiche e strumentalizzazioni

Non potevano mancare le discussioni in merito a questa vicenda che, obiettivamente, fornisce al Comune di Messina e a chi siederà sulla poltrona del primo cittadino dopo le elezioni del 10 giugno prossimo uno strumento di notevolissima valenza che, quanto meno sulla carta, offre la straordinaria opportunità di muoversi con decisione verso un rilancio urbanistico senza precedenti per la città dello Stretto.

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Non mancano i detrattori: c'è già chi parla di un nuovo stipendificio finalizzato al risultato elettorale, chi di semplici articoli di una legge che non verrà mai applicata, chi invece ci va giù ancor più duro affermando che attraverso questo provvedimento si attivi selvaggiamente il voto di scambio con coloro che sono in attesa atavica di un'abitazione degna di questo nome.

Guardando semplicemente ai fatti, così come appaiono oggi, per Messina è in gioco una enorme opportunità. Saperla cogliere da parte di chi vincerà le elezioni è un'altra storia.

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