Virginia Raggi è favorevole all’utilizzo dell’Esercito per presidiare i campi rom della Capitale. Il sindaco di Roma lo afferma durante un’intervista, pubblicata questa mattina dal quotidiano La Verità, in cui si sofferma anche sul problema rom in generale e sulla questione della gestione dell’immigrazione in Italia. Sollecitata dalle domande del giornalista Francesco Borgonovo, Raggi ammette di trovarsi d’accordo con la linea tenuta dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, incontrato proprio alla vigilia dello sgombero del Camping River, uno degli innumerevoli campi rom capitolini.

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Comunque sia, la Prima Cittadina pentastellata respinge con sdegno le accuse di razzismo e xenofobia piovute nei giorni scorsi sull’Esecutivo giallo-verde.

L’intervista della Raggi sul problema dei campi rom a Roma

Virginia Raggi conferma di aver incontrato nei giorni scorsi il ministro della Difesa di nomina M5S, Elisabetta Trenta, per discutere l’opzione dell’utilizzo dei militari dell’Esercito Italiano allo scopo di presidiare i campi rom per provare finalmente a garantire quella sicurezza tanto richiesta dai cittadini.

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È dal giorno in cui si è insediata, ammette la raggi, “che chiedo di poter rafforzare i controlli e la sicurezza”. La richiesta è quella di estendere a tutta l’Italia il decreto sulla Terra dei Fuochi, valido al momento solo in Campania, che prevede appunto l’utilizzo dei ‘baschi verdi’. Insomma, esiste la possibilità di impiegare i militari per presidiare i campi rom? Chiede il giornalista. “Penso proprio di sì”, è la risposta secca dell’inquilina del Campidoglio.

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Intanto, il Comune da lei guidato ha avviato indagini per individuare e punire i responsabili, imprenditori italiani e manovalanza gitana, dei numerosissimi roghi tossici che affumicano la Città Eterna. Le telecamere installate, però, non sono sufficienti come deterrente, e la Polizia Municipale lamenta una carenza di organico di oltre 3000 unità.

La vicenda Camping River e l’accordo con Salvini

Per quanto riguarda lo sgombero del Camping River, divenuto un’attrazione mediatica dopo l’intervento della Corte europea dei diritti dell’uomo, Virginia Raggi spiega che la vicenda è vecchia di anni.

In quel campo, aggiunge, erano presenti anche un centinaio di persone allontanate perché risultate in possesso di redditi e auto di lusso. Persino una Porsche con la quale sarebbe stato eseguito il ‘trasloco’ dal Camping. Qualcuno, insomma, avrebbe “sobillato” alcune famiglie rom, convincendole a fare ricorso in Europa per far slittare i tempi dello sgombero. Tutto inutile però, perché le condizioni igienico-sanitarie erano divenute insostenibili.

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Per questo il sindaco M5S ha deciso di incontrare Matteo Salvini con il quale si sarebbe subito trovata sulla stessa linea per risolvere definitivamente il problema dei campi rom e porre fine ad uno spreco di denaro pubblico per circa 25 milioni di euro all’anno.

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