Il recente audio di Rocco Casalino, in cui il portavoce del premier ha parlato di una ''mega vendetta'' del MoVimento 5 Stelle contro i tecnici del Mef, sta facendo molto discutere. Il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, ha paragonato le sue parole addirittura all'atteggiamento mafioso, mentre da parte di Forza Italia piovono critiche e sensazioni di attacco alla democrazia.

Sallusti: 'Se Tria indietreggerà, avranno vinto i mafiosi'

Alessandro Sallusti ha commentato quanto successo durante la trasmissione Stasera Italia, in onda su Rete4.

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''Ricordo quel giorno della primavera del '92 - dice il giornalista- quando Totò Riina convocò i suoi 'picciotti' e gli disse 'Se al Ministero della Giustizia non ci tolgono il carcere duro, passeremo alle maniere forti'. C'è qualcosa di molto simile nelle parole di Rocco Casalino, quando dice 'Se al Ministero delle Finanze non ci finanzieranno il reddito di cittadinanza, l'anno venturo passeremo ai coltelli'.

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A me non preoccupa la predisposizione a delinquere di questo signore, ma la complicità del premier Giuseppe Conte e del vicepremier Luigi Di Maio, oltre al silenzio del vicepremier Matteo Salvini e quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella''.

Parole dure, alle quali si aggiunge un'inquietante analisi del futuro. ''Se il ministro dell'economia Giovanni Tria dovesse cedere di un solo centimetro rispetto a quanto annunciato sulla manovra finanziaria - afferma Sallusti - vorrebbe dire che lo Stato si è arreso ai mafiosi. Sarebbe la fine della democrazia e dello Stato di diritto''.

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Politica M5S

Berlusconi: 'In una democrazia, Casalino sarebbe già fuori'

Nella giornata di oggi è arrivata una forte critica a Rocco Casalino anche dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, infatti, ha dichiarato che ''in una democrazia, il signor Casalino dovrebbe stare già fuori con la valigia in mano''.

Mentre Antonio Tajani, in un'intervista a Tgcom24 ha sottolineato che "sarebbe giusto che Conte mandasse via questo signore da Palazzo Chigi'' poiché ''una persona di questo livello non può stare seduta nel palazzo del governo di uno dei più importanti Paesi democratici d'Europa''.

Tajani ha definito ''veramente vergognoso'' quanto accaduto, aggiungendo che Giuseppe Conte ''non può dire 'Io non voglio sapere perché era una dichiarazione privata' '', dal momento che ''anche le intercettazioni con cui sono stati mandati in galera i mafiosi erano conversazioni private''. Infine, ha rivolto al M5S l'invito a comunicare a Rocco Casalino che ''è ora che se ne torni a casa, perché non è all'altezza di fare il portavoce del primo ministro''.

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