Ad un mese dalla mareggiata del 29 ottobre, Santa Margherita Ligure ha fretta di svoltare verso la normalità. Le immagini di devastazione che hanno fatto il giro del mondo, negli obiettivi dell'amministrazione diventeranno simbolo della rinascita della città, con il porto e la relazione con il mare che resteranno i tratti distintivi del suo fascino. Per il sindaco Paolo Donadoni, in questi giorni si è trattato di gestire l'emergenza, coordinare gli interventi e pianificare il futuro.

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Entro le feste di dicembre, Paraggi e Portofino saranno ricollegati attraverso una passerella, e sul territorio non mancheranno i festeggiamenti per il Natale. Insomma, la città punta ad una ripresa in tempi rapidi, come ha spiegato il sindaco Paolo Donadoni in questa intervista.

Intervista a Paolo Donadoni, sindaco di Santa Margherita Ligure

Avete una stima dei danni al porto?

Abbiamo una stima accertata dal Provveditorato senza aver ancora potuto verificare i danni sotto il livello del mare.

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Indicativamente la cifra ammonta a circa 15 milioni di euro.

Quando potrà essere nuovamente operativo al 100%?

No, non abbiamo ancora idea di quando potremo farcela. Inizieremo i primi interventi già in questo anno, ma cercheremo un finanziamento che possa coprire le attività del 2019. Nel frattempo finanzieremo noi il progetto, come Comune, anche se il Porto è demaniale, quindi un bene pubblico i cui interventi spettano al Provveditorato in base ai finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture.

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In questo modo avremo il progetto pronto quando arriveranno i fondi, questo è il nostro obiettivo.

Quali sono le priorità d'intervento e cosa, ad oggi, siete riusciti ad effettuare?

Il Provveditorato ci ha garantito un primo finanziamento di 5-600 mila euro per gli interventi più urgenti. Quali sono le priorità, beh, dobbiamo ancora concordarle, perché in realtà la prima dovrebbe essere mettere in sicurezza la parte di pontile parzialmente crollato (la punta del porto) perché sembra che abbia cedimenti strutturali sotto il livello del mare e che necessiti di prevenire ulteriori cedimenti.

Può farci una fotografia di quella che è la situazione attuale?

Attualmente abbiamo il porto che è interdetto per circa un terzo, con un'ordinanza della Capitaneria di Porto. C'è una spaccatura del molo, da lì è interdetto ma anche prima di quell'area è difficilmente agibile. In sostanza, la banchina è spezzata in due, manca la pavimentazione e il muro di protezione. Tutta la zona a protezione della scogliera è stata fortemente deteriorata.

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Ho sentito che il Velafestival 2019 rimane in programma. Come ci riuscirete?

Sì, lo posso confermare. Sarà necessariamente diverso perché dovrà tener conto della situazione del porto, anche con tutte le modifiche e i miglioramenti che cercheremo di apportare da oggi a maggio 2019. Concorderemo con l'organizzazione le modalità per realizzare una bella manifestazione che sia anche testimonianza della vicinanza degli organizzatori e dei partecipanti al problema.

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Ma c'è la voglia di ricostruire la bellezza del territorio da parte del Comune di Santa Margherita Ligure. La nostra visione positiva del presente e del futuro viene confermata dalle persone che sono con noi, contribuiscono a rendere dinamica, attraente e accogliente la nostra città. Tra questi ci sono gli organizzatori del Velafestival ai quali sono molto riconoscente per la disponibilità e l'affetto dimostrati.

In questi giorni di emergenza, come ha funzionato la sinergia tra Comune, Regione e Stato?

Tra Comune e Regione devo dire molto bene. Regione Liguria è stata vicina fin dal principio e il presidente Giovanni Toti e l'assessore Giacomo Raul Giampedrone hanno fatto vari sopralluoghi sul territorio e concordato con noi strategie comuni e hanno anche partecipato a finanziare una delle tre grandi strutture pubbliche danneggiate, la strada Sp227 per Paraggi-Portofino. Ha avuto vari cedimenti strutturali e, in particolare, uno di circa 140 mt. Ebbene, dopo 14 giorni erano già iniziati i lavori per recuperare e smaltire i detriti e per iniziare a posizionare una passerella pedonale. Vorremmo fosse pronta entro il 25 dicembre, anzi anche prima, per ristabilire un collegamento pedonale per Paraggi-Portofino, affinché non siano più isolate. La strada vorremmo fosse ricostruita entro Pasqua 2019, dunque tempi velocissimi rispetto alle tempistiche odierne italiane.

E con lo Stato?

Siamo in rapporti con il ministro Danilo Toninelli e Edoardo Rixi che sono venuti per un sopralluogo. Ho scritto due lettere a loro cercando di sensibilizzarli sul fatto che la spezzatura del porto comporta anche un problema di sicurezza per la città. Manca un'adeguata copertura rispetto al potenziale del mare; stiamo facendo il possibile per cercare di coordinarci con lo Stato per ottenere i finanziamenti necessari.

Ci sono risorse che sono già arrivate dalla solidarietà per le emergenze?

Ad oggi, le risorse arrivate sono quelle per la ricostruzione per la strada Paraggi-Portofino, e parliamo di circa 5 milioni di euro. Siamo in trattativa con le reti per il ripristino dei depuratori e parliamo di circa 6 milioni di euro. Non c'è ancora un accordo chiuso, ma confido di poterlo sottoscrivere entro la prossima settimana.

Quante imbarcazioni sono state danneggiate durante la mareggiata?

Mi risultano una decina di affondamenti e trenta o quaranta imbarcazioni danneggiate, di cui alcune gravemente o inutilizzabili. Per i privati moltissimi danni, come le associazioni che erano sul porto hanno subito danni ingenti sia quelle che avevano spazi a terra sia quelle che avevano locali. Danni gravissimi in Capitaneria. Tutto il pianoterra è stato devastato dal mare e l'ha reso inutilizzabile, tant'è che gli uffici si sono dovuti traferire a Villa S. Giacomo dove il Comune l'ha ospitata da subito per renderla immediatamente operativa. Molti danni anche agli stabilimenti balneari che sono fuori dal porto sulla strada per Portofino. È cambiato il profilo del litorale.

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