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In queste ore in Italia a tenere banco è la questione Sea Watch 3 e Sea Eye. Le due navi che, da una decina di giorni, vagano nel Mediterraneo alla ricerca di un porto dove far sbarcare quarantanove migranti. L'Italia, per bocca del primo ministro Matteo Salvini, non ha alcuna intenzione di accogliere imbarcazioni che fanno capo alle Ong. A ciò si aggiunge quel decreto sicurezza che viene osteggiato dai sindaci, pronti a disobbedire [VIDEO]e a non applicarlo. C'è chi, però, come il sindaco di Milano Sala, esprime un parere totalmente contrario a quelle che sono le strategie del governo e anzi sottolinea come l'eventuale presenza di ulteriori migranti in città costituirebbe una ricchezza.

Un ragionamento che sembra una vera e propria richiesta alla realizzazione di un piano di inclusione.

Il Sindaco di Milano rivela una Milano multietnica

E' il mensile Domus ad ospitare un'intervista del Sindaco di Milano in cui, attraverso una precisa analisi, rivela come la presenza di cittadini stranieri e migranti in città rappresenti eventualmente una ricchezza.

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Il primo cittadino ha messo in evidenza il fatto che essere una città aperta ed internazionale preveda anche la necessità di accogliere chi scappa dal proprio Paese per fuggire da guerre e costruire un futuro migliore per sé e la propria famiglia. Ad avvalorare la tesi di Sala ci sarebbero anche i numeri. Il capoluogo della Lombardia, la città in cui si vive meglio in Italia secondo le rilevazioni, può contare su un 19% di popolazione che ha origine straniera. Un dato che ne rivela la multietnicità, molto superiore a quella che è la media italiana fissata al 9%.

Milano andrebbe avanti anche per gli immigrati

A fare particolarmente effetto è l'espressione di Sala secondo cui, senza immigrati, la città si ferma. Sulla base di questo ragionamento il primo cittadino del Pd sottolinea come ci sarebbe la necessità di creare un piano nazionale, funzionale alla creazione di proficue politiche sociali e di inclusione [VIDEO].

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In tal modo si potrebbe creare una convergenza di interessi in cui i migranti riuscirebbero a ricostruirsi una propria vita e a beneficiarne sarebbe anche il territorio che li ospita. Sala non si è allineato ad altri sindaci disobbedienti rispetto al decreto sicurezza, ma ha avuto modo di chiedere pubblicamente a Salvini di rivederlo in quelle parti che, secondo lui, meriterebbero di essere modificate.