La Libia ospita il caos, la guerra, l'insediamento nel paese di alcune forze dell'Isis è come benzina sul fuoco per l'attuale governo in carica del premier Fayez al-Sarraj, già sotto attacco dall'Esercito Nazionale, guidato dal generale Khalifa Haftar. Cadono nel vuoto gli appelli internazionali che auspicano ad una risoluzione pacifica, come quello del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Gutteres.

Ieri lo stesso auspicio è stato espresso anche da Roberto Fico, in occasione della riunione dei presidenti della camera a Vienna.

Anche l'Isis in guerra in Libia

È stato nel villaggio Al Fuqaha, nel distretto di Giofra della Libia centrale, in cui alcune truppe armate del califfato hanno fatto irruzione. Gli estremisti islamici del califfo, entrando nel villaggio a bordo di una quindicina di mezzi, hanno scelto di assassinare il presidente del Consiglio locale del villaggio, proprio mentre quest'ultimo dormiva a casa sua.

I media locali hanno già diffuso la notizia. Al presidente del Consiglio locale del villaggio si aggiunge l'assassinio di un uomo, quest'ultimo già preso in ostaggio in passato dai combattenti dell'Isis e poi liberato dalle milizie affiliate al governo di Tripoli. Inoltre il villaggio ha subito incendi, con diverse case date alle fiamme. Ed è stato lasciato senza corrente elettrica. L'attacco al villaggio è durato diverse ore.

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Politica

Alcune dinamiche di guerra

Intanto proseguono gli scontri attorno alla capitale. Trentaquattro uomini del maresciallo della Cirenaica Khalifa Haftar si sono arresi alle truppe dei miliziani di Sarraj, dopo alcuni combattimenti avvenuti a sud di Tripoli, solo a pochi chilometri dall'aeroporto di Mitiga. Gli uomini affiliati al governo di Sarraj si sono impossessati di alcuni mezzi blindati appartenenti al fronte rivale, a riferirlo è una nota del comando di Tripoli, nella quale si legge: "Molti erano senza carburante, segnale che i rifornimenti non arrivano e che le milizie di Haftar sono state abbandonate".

Gutteres e Fico escludono l'intervento armato

Intanto la preoccupazione per la risoluzione armata preoccupa in ambito politico internazionale. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Gutteres si dice profondamente contrario ad una risoluzione militare, per far tornare l'ordine nel paese. Tramite il portavoce Stephane Dujarric, Gutteres invita a una de-escalation i due fronti (quello di Haftar e quello del governo presidenziale di Tripoli) in modo da "prevenire una guerra totale".

Anche il nostro presidente della Camera Roberto Fico, nella riunione dei presidenti della camera, tenutesi ieri a Vienna, auspica a una ricomposizione del quadro politico libico escludendo qualsiasi intervento armato da parte dell'UE. Di seguito parte del suo intervento a Vienna: "Ribadisco la necessità che l'Europa tutta sia unita nel rifiutare qualsiasi soluzione armata e riaffermi con forza il suo sostegno a una ricomposizione del quadro politico libico fra tutte le parti coinvolte".

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