La circolare del Ministro dell'Interno Matteo Salvini sulle sue discutibili disposizioni nei confronti della nave Mar Jonio (e per estensione nei confronti dei porti chiusi ai migranti) è stata inviata non solo ai vertici delle forze dell'ordine, ma anche ai vertici militari, che non sono di sua competenza. La direttiva secondo cui i porti dovrebbero rimanere chiusi diretta ai vertici militari ha suscitato l'ira dello Stato Maggiore. Infatti, dal corpo militare hanno descritto l'ingerenza del vicepremier, di per sé grave, come una “roba da regime” che non dovrebbe mai accadere in uno stato democratico. La risposta del Viminale non si è fatta attendere, ma nemmeno quella del Ministro della Difesa Trenta. È scontro all'interno del governo.

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Lo Stato Maggiore si ribella a Salvini: 'Le sue direttive sono da regime totalitario'

Secondo varie fonti riportate dall'agenzia di stampa Adnkronos, i destinatari della direttiva sui porti chiusi voluta dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini non sono stati soltanto i vertici delle forze dell'ordine, ma anche i vertici militari. Un episodio molto grave, che non solo esprime un evidente abuso di potere da parte del Ministro dell'Interno su questioni che riguardano direttamente il Ministero della Difesa (e dunque non di sua competenza), ma anche una violazione di ogni principio.

Questo fatto ha suscitato le ire dei vertici militari, che hanno tempestivamente risposto al Ministro Salvini con sdegno e repulsione. “Non è che un ministro può alzarsi e ordinare qualcosa ad un uomo dello Stato” hanno risposto, facendo riferimento anche alle pressioni subite dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli. “Queste sono cose che succedono in un regime totalitario, non in democrazia.” Aggiungono inoltre di essere in dovere di rispondere soltanto al ministro della Difesa e al Capo dello Stato, che è il capo Supremo delle Forze Armate, e non ad un ministro qualunque.

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La risposta del Viminale e la replica del Ministro della Difesa

Le fonti del Viminale non si sono smentite nemmeno di fronte ad un atto grave come questo. Hanno fatto sapere di essere “tranquilli” rivendicando la pretesa di essere nella ragione. Si è infatti appellato all'articolo 11 che esprime l'utilizzo delle navi della Marina Militare al fianco della Polizia, ma ciò non lo autorizza a ordinare ad un corpo militare che non gli compete le sue direttive. Infatti, ciò non ha fatto altro che accendere lo scontro all'interno del governo: il Ministro della Difesa Trenta ha risposto a Salvini con parole altrettanto dure.

“Non ho tempo di ascoltare i suoi vaneggiamenti” ha replicato.