Il braccio di ferro tra la nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea-Eye e il governo italiano, rappresentato dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, sembra essersi risolto in favore di quest’ultimo. I porti italiani restano chiusi alle imbarcazioni umanitarie e la Alan Kurdi, dopo aver rifiutato di far sbarcare nel nostro Paese donne e bambini, si dirige verso Malta con il suo carico umano di 64 migranti.

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La questione immigrazione, però, non si chiude certo qui. A tenere bene aperti i boccaporti della polemica politica ci pensa la ong italiana, o piattaforma come la definiscono alcuni, Mediterranea Saving Humans, già protagonista di un duro scontro con il leader della Lega alcuni giorni fa (il caso della Mare Jonio e di Luca Casarini). La portavoce e membro del team legale di Mediterranea, Alessandra Sciurba, ha infatti annunciato di aver presentato un esposto contro il governo alla Procura di Agrigento per denunciare il presunto comportamento illegale tenuto da Palazzo Chigi. Tra i firmatari del documento anche Cecilia Strada, la figlia del fondatore di Emergency Gino Strada.

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La conferenza stampa di Alessandra Sciurba

Quando ormai sembrava che Matteo Salvini l’avesse avuta finalmente vinta contro le insistenze della nave Alan Kurdi della ong Sea-Eye per poter entrare in acque italiane, è arrivato un colpo di scena che forse nessuno si aspettava. Un’altra ong, stavolta italiana, la odiatissima da Salvini Mediterranea dell’ex Disobbediente Luca Casarini, ha pensato bene di alzare il livello dello scontro sull’immigrazione con il governo gialloverde annunciando di aver presentato un esposto ai magistrati di Agrigento.

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Matteo Salvini

A dare la notizia è stata, nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina, la portavoce di Mediterranea Alessandra Sciurba, che non ha certo smentito le sue doti di combattività mostrate già nei giorni scorsi. “Ieri la nave della Ong Sea-Eye, dopo aver salvato 64 persone, tra cui donne e bambini, è stato considerato un natante offensivo - ha dichiarato la Sciurba di fronte alla vasta platea di giornalisti accorsi - le è stato comunicato che il suo passaggio nelle acque territoriali italiane non sarebbe stato considerato un passaggio inoffensivo. Le è stato detto che era un pericolo per la sicurezza e che se ne doveva andare”.

‘Dobbiamo avere un’intransigenza assoluta’

I toni di Alessandra Sciurba sono visibilmente concitati, la sua voce è rotta dall’emozione e dalla tensione. “Quella nave - prosegue nella sua denuncia - col suo carico di vite umane, se ne è andata e adesso è a Malta, perché è difficile ricordarsi che dall’altra parte c’è solo l’arroganza e la violazione della legge e che tu hai ragione - constata con amarezza - Ed è difficile andare avanti, perché si può avere paura e però noi adesso dobbiamo avere una intransigenza assoluta.

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Ed è per questa ragione che io oggi sono molto felice di annunciarvi - continua poi cambiando improvvisamente registro - che abbiamo appena depositato un esposto alla Procura di Agrigento. Quattro persone meravigliose, quattro amiche, quattro amici, quattro compagni di mare e di terra di Mediterranea hanno firmato. L’esposto - spiega con orgoglio - è stato redatto con il supporto del team legale di Mediterranea ed è un esposto contro il governo italiano per gli ordini assolutamente illegali che ha dato a quella nave come a tutte le altre.

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Grazie alla documentazione raccolta in questi giorni, è stato depositato a nome di Filippo Miraglia, Francesca Chiavacci, Sandro Mezzadra e Cecilia Strada”, la figlia di Gino Strada.

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