Nuove tensioni agitano il governo gialloverde. Ad una settimana delle Europee è scontro sulla questione migranti e sulla famiglia.

Il vice premier Luigi Di Maio, dalla sua pagina Facebook, ha dichiarato, in modo piuttosto seccato, che il futuro dell'Esecutivo dipende dal decreto sulle famiglie presentato dai 5Stelle. Nella tarda serata di ieri, però, il Presidente del Consiglio Conte, in una nota, ha invitato tutti ad abbassare i toni.

L'aut aut di Luigi Di Maio

Il ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha spiegato che è consapevole del fatto che "un governo a due" imponga compromessi, ma ha puntualizzato che relativamente agli aiuti alle famiglie non intende né transigere né discutere. Poi, in un post su Facebook che sembra essere un vero e proprio aut aut agli alleati leghisti, ha aggiunto che qualcuno sta tentando di sabotare e di rallentare il Decreto preparato dal Movimento 5 Stelle e dal Forum delle Famiglie":

Quindi ha aggiunto che proprio su questo provvedimento ci si gioca il futuro del governo.

"Mi prendo insulti ed attacchi senza mettermi a piagnucolare come fa solitamente qualcun altro - ha precisato - ma se qualcuno, solo per aggredirci, ferma il decreto che ha l'obiettivo di stanziare alle famiglie un primo miliardo io non ci sto".

Il vice premier ha aggiunto che il M5S vorrebbe riorganizzare e semplificare la materia degli aiuti, e arrivare a conferire ad ogni nucleo famigliare un assegno mensile per sostenere il futuro dei figli.

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Politica Matteo Salvini

"Capisco che sia imbarazzante doversi sempre inventare qualcosa per coprire i propri scandali di corruzione -ha proseguito - ma a tutto c'è un limite". Poi ha concluso: "Stavolta sono io dare l'ultimo avviso: non facciamo passi indietro sul Decreto Famiglie".

Continui scontri

Ieri, venerdì 17 maggio, è stata una giornata particolarmente calda. Ad infiammare gli animi è stata ancora una volta la questione migranti.

Il ministro Salvini, impegnato a Milano nel suo tour elettorale, ha infatti attaccato il premier conte sulla Sea Watch (Ong battente bandiera tedesca fermata, con a bordo 65 persone, a largo di Lampedusa) e ha ribadito che i porti rimangono chiusi. "Non c'è ministro pentastellato o presidente del consiglio che tenga - ha tuonato - i trafficanti di esseri umani non entrano più".

Luigi di Maio ha subito replicato paragonando il leader del Carroccio a Matteo Renzi: "Abbiamo già avuto uomini soli al comando e non ne sentiamo la mancanza".

Qualche ora più tardi, da palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha però "bacchettato" entrambi ricordando che non partecipa a nessuna competizione elettorale e non ha intenzione di farsi coinvolgere nella dialettica che la sta caratterizzando.

Poi, ha invitato i due vice premier ad utilizzare toni più adatti alle istituzioni che rappresentano: "Il premier, infatti, non dà e non ha mai dato ordini. Inoltre, nel rispetto dell’art. 95 della Carta, s'impegna a dirigere la Politica generale del Governo e a coordinare tutti i ministri."

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