Alla vigilia delle elezioni Europee, in programma domenica 26 maggio, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio stila sul suo giornale una sorta di pagellone delle varie forze politiche in campo. Il giudizio su Lega, M5S, Pd, Forza Italia, Fratelli d’Italia e le altre liste minori non è certo lusinghiero. Travaglio è infatti convinto, così come afferma nel titolo del suo editoriale, che “comunque vada, sarà un disastro”. E, a questo proposito, fa un elenco dettagliato, partito per partito, delle motivazioni che lo spingono a vedere nero per il futuro della politica italiana.

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L’editoriale di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: ‘Le supercazzole di Salvini’

Mancano solo poche ore all’apertura dei seggi di queste elezioni Europee 2019, considerate da molti osservatori decisive per le sorti dell’Unione europea. Lo scontro è tra i difensori dello status quo, come i partiti Popolare e Socialista, e i cosiddetti sovranisti, desiderosi di mandare a casa il Presidente della Commissione Jean Claude Juncker e tutti i suoi accoliti, primo tra tutti il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici, nemico giurato in Italia della Lega di Matteo Salvini.

Ed è proprio dai leghisti che Marco Travaglio comincia la sua analisi della situazione partitica tricolore. Dopo aver confermato la sua volontà di recarsi alle urne, senza ovviamente specificare su chi ricadrà la sua scelta, fa subito notare come “chi vota Lega” non farà altro che rafforzare la figura di Salvini come “uomo solo al comando”. “Talmente solo - ironizza il giornalista - che se finisse inghiottito in un tombino o in una buca di Roma o di Milano sparirebbe tutto il partito”.

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Travaglio, infatti, non vede possibili sostituti del ‘capitano’ all’orizzonte, anche se lui stesso “non si sa bene cosa voglia fare” visto che “non lo sa nemmeno lui”. Insomma, secondo Travaglio, il leader leghista racconta solo “supercazzole” anche se “non è come Berlusconi”. Per concludere, “un nullafacente sfigato” divenuto adesso un “nullafacente di successo”.

‘M5S, giovani onesti ma inesperti’

Molto più morbido, come ci si poteva aspettare (Travaglio sarebbe addirittura stato accusato dai giornalisti del giornale che dirige di essere troppo filo grillino ndr), il giudizio sul M5S, formato da “giovani onesti” “salvo eccezioni, inesperti”.

Pentastellati che in un solo anno di governo avrebbero fatto approvare diverse “norme di civiltà attese da 30 anni” come “anti-corruzione, blocca-prescrizione, voto di scambio, fine-vitalizi, dl Dignità, reddito di cittadinanza”. Per Marco Travaglio, lo scopo degli elettori M5S è quello di rafforzare la componente gialla nel governo gialloverde, al fine di porre un freno all’espansione salviniana. Comunque sia, gli obiettivi degli elettori M5S non sono “tutti compatibili l’uno con l’altro”.

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Il giudizio su tutti gli altri partiti

Passando in rassegna le altre forze politiche in campo nelle elezioni Europee, Marco Travaglio spreca solo quattro parole per Forza Italia del ‘nemico’ Berlusconi: “Beh, ci siamo capiti!”. Più articolato, invece, il giudizio sul Pd che, a suo dire, viene votato solo “per appartenenza o per fermare Salvini”, ma che dovrebbe puntare ad una alleanza con il M5S se vuole davvero contrastare l’ascesa della Lega. Per quanto riguarda la destra di Fd’I, Giorgia Meloni gli “appare una pericolosa moderata” in confronto al “pregiudicato” Berlusconi e “all’energumeno” Salvini.

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Chi sceglierà di votare una qualsiasi altra lista, infine, “ha ottime probabilità di dare un voto inutile”.

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