Pochi giorni fa Alessandro Di Battista ha presentato il suo nuovo libro, intitolato Politicamente Scorretto. In tale libro, Di Battista ha polemizzato con l'attuale establishment del Movimento 5 Stelle e ha criticato l'operato del "Governo del cambiamento". Andando maggiormente nello specifico, l'attivista e punto di riferimento dell'ala più movimentista del partito pentastellato non ha risparmiato critiche nemmeno all'attuale leader dei 5 Stelle e vicepremier Luigi Di Maio, sostenendo che deve smetterla di essere "complice" dei giochi di potere governativi.

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La reazione di Luigi Di Maio: 'Non ho ancora letto il libro'

Le notizie sul nuovo libro di Di Battista hanno scatenato alcune polemiche e discussioni nel mondo della Politica, specialmente all'interno dello stesso Movimento 5 Stelle. Difatti, riporta il Corriere Della Sera, il militante storico dei 5 Stelle è stato contestato nelle chat dei parlamentari dello stesso partito ed è stato accusato di sfruttare l'immagine del movimento pentastellato per finalità di carattere economico.

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Inoltre, riporta Affari Italiani, recentemente è arrivata anche la reazione di Di Maio. Più precisamente, il vicepremier ha detto di non aver letto il libro e di essere attualmente impegnato su tematiche importanti come il salario minimo.

La stoccata di Di Battista a Salvini: 'Vuole far cadere il Governo'

Oltre alle critiche nei confronti dell'ala più istituzionale dei 5 Stelle, Di Battista non ha dimenticato di attaccare Matteo Salvini e la Lega.

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Politica Matteo Salvini

Inoltre, in una recente intervista fatta da Marco Travaglio per il Fatto Quotidiano, lo stesso politico grillino ha sostenuto che Salvini vorrebbe far cadere l'attuale Governo. Per arrivare a tale scopo, sempre secondo Di Battista, il segretario della Lega e vicepremier starebbe solo cercando un pretesto. Perciò il compito del Movimento 5 Stelle dovrebbe essere quello di resistere e mantenere i nervi ben saldi.

Pochi giorni fa l'attivista pentastellato aveva attaccato Salvini anche per via del sostegno leghista al salvataggio pubblico della storica emittente Radio Radicale. In tale occasione, Di Battista aveva dichiarato che il leader leghista era ormai peggio della Boldrini e del finanziere statunitense George Soros. Il riferimento a Soros era legato ai finanziamenti fatti dall'imprenditore al Partito Radicale, nonché al suo essere considerato come il nemico principale da parte della destra populista e sovranista europea alleata della Lega.

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