La sentenza del Tar di Firenze pronunciata il 4 giugno scorso ha bocciato l’ordinanza sulle "zone rosse". Il provvedimento giudiziario non è stato gradito da Matteo Salvini, il quale si è immediatamente scontrato con il verdetto e quindi con i magistrati che hanno pronunciato giudizi negativi nei riguardi dei suoi provvedimenti.

I ricorsi contro i provvedimenti giudiziari del Tar

Sono vari i ricorsi contro i provvedimenti giudiziari del Tar. L’attacco di Salvini è il primo così duro, contro dei giudici che hanno avuto "l’audacia" dì pronunciarsi a sfavore dei suoi provvedimenti.

Salvini ha incaricato i suoi uffici di controllare le uscite pubbliche dei magistrati firmatari dei verdetti, i loro rapporti di “vicinanza” e collaborazione con chi "difende gli immigrati" contro il Viminale. Il ministero impugnerà la sentenza e probabilmente si rivolgerà all’Avvocatura di Stato per valutare se i magistrati che hanno pronunciato i verdetti avrebbero dovuto astenersi: "Per posizioni discordanti con le politiche del governo in merito alla sicurezza".

I giudici chiamati in causa sarebbero tre donne. Il primo giudice avrebbe bocciato le zone rosse, mentre il secondo e il terzo giudice non hanno accolto il ricorso del Ministero contro la scelta che disponeva l’iscrizione nel registro anagrafico di due cittadini stranieri.

Sembrerebbe che Luciana Breggia, uno dei giudici, sia stata sottoposta ad un vero "linciaggio morale". La donna, infatti, sarebbe stata esposta, a causa dei duri attacchi ricevuti, a pericoli per la sua incolumità.

Salvini non vuole creare problemi alla magistratura

Matteo Salvini ha poi dichiarato di non voler controllare nessuno e neanche creare dei problemi alla magistratura.

Il Viminale vorrebbe soltanto valutare se alcune iniziative pubbliche e alcune "palesi prese di posizione" di certi magistrati siano conciliabili con un’equa amministrazione della giustizia. I magistrati interessati alle dure critiche di Salvini, sono Matilde Betti, Rosaria Trizzino e Luciana Breggia, magistrato del tribunale di Firenze.

Gli attacchi di Salvini hanno spinto Margherita Cassano, presidente della Corte d'Appello di Firenze, a rispondere alle critiche. La Cassano ha dichiarato che: "Il diritto di critica, espressione della libertà del pensiero, appartiene ad ogni cittadino. I magistrati non intendono sottrarsi a nessuna forma di confronto o critica purché fondata su circostanze attendibili". L'Associazione Nazionale dei Magistrati ha espresso un notevole sbalordimento per le critiche ma soprattutto per le polemiche contro il magistrato Luciana Breggia, e per tale ragione ha chiesto che il Consiglio Superiore della magistratura tuteli adeguatamente Breggia, ma che protegga anche l'autonomia e l'indipendenza della giurisdizione.

Specificatamente, il magistrato Luciana Breggia ha pronunciato il verdetto che ha escluso il Viminale dal giudizio sull'iscrizione anagrafica di un cittadino immigrato.

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