Recentemente il coordinatore della sezione torinese del partito di estrema destra Forza Nuova è stato denunciato, per via dell'apologia nei confronti del ventennio fascista. Andando maggiormente nello specifico e stando a quanto riportato da un articolo pubblicato sul sito web di SkyTg 24, le indagini contro l'uomo sono partite a seguito dell'operazione della Digos relativa ad uno striscione esposto dai militanti di Forza Nuova il 22 maggio.

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In tale striscione vi era un'immagine di un fascio littorio e un invito a "votare fascista" e "votare Forza Nuova" al fine di rompere le "catene dell'usura".

Le perquisizioni nelle sedi di Forza Nuova e di Rebel Firm e i legami con gli ultras

Andando maggiormente nei particolari, a Torino e ad Ivrea vi sono state perquisizioni nelle sedi del partito guidato da Roberto Fiore e del gruppo dell'estrema destra locale Rebel Firm.

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Durante tali ispezioni, sono stati posti sotto sequestro diversi scudi fatti in plexiglass e mazze da baseball così come busti di Mussolini e bandiere della Decima Flottiglia Mas. Oltre a ciò, sono state trovate anche bandiere della Repubblica Sociale Italiana nonché striscioni e determinati simboli di chiara matrice neofascista e neonazista come croci celtiche e svastiche.

Oltre al sequestro del materiale inneggiante al fascismo e all'epoca del Terzo Reich, le perquisizioni e le indagini degli inquirenti hanno appurato anche l'esistenza di legami tra alcuni dei militanti forzanovisti arrestati e il network dell'estremismo di destra attivo in Piemonte e in Lombardia. Inoltre, tra gli stessi membri del partito indagati ve n'è uno che è anche militante del gruppo ultras della Juventus noto come 'Tradizione'.

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Politica

Il comunicato 'ironico' fatto dal partito di estrema destra

La reazione del partito guidato da Roberto Fiore non si è fatta assolutamente attendere. Difatti, come riportato da un articolo pubblicato sul sito web di Repubblica, il partito di matrice neofascista ha emesso un comunicato in cui ha ironizzato sull'azione svolta dalla Digos. Per essere più precisi, nello stesso comunicato il coordinatore regionale del partito di estrema destra, Luigi Cortese, ha scritto (con chiara ironia) che "secondo le fonti investigative, i materiali sequestrati durante le perquisizioni sarebbero stati addirittura utilizzati per fabbricare "armi di distruzione di massa".

In seguito, lo stesso Cortese ha scritto che hanno voluto ironizzare sulla situazione e ha descritto le recenti perquisizioni come 'patetiche' e 'grottesche' nonché aventi la finalità di fare credere ai media che era stata sgominata una sorta di 'organizzazione insurrezzionale'.

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