Il Ministro dell'Economia, Giovanni Tria, chiude decisamente la porta ai minibot proposti dalla Lega. Ha infatti spiegato che, se sono una valuta alternativa, sono illegali, mentre se servono a combattere il debito, sarebbero inutili e, anzi, anche deleteri. Riprese quindi da vicino le stesse critiche avanzate anche da Mario Draghi, che si era detto molto scettico. A questo punto è sempre più probabile che la proposta leghista naufraghi, anche perché il Ministro ha anche dichiarato che i rapporti con le autorità europee si stanno distendendo e non è il caso di complicarli con nuove idee.

Tria: 'Parere negativo del Ministero dell'Economia sui minibot'

Giovanni Tria, Ministro dell'Economia, si trova a Fukuoka per il G20 finanziario. Ha però trovato comunque il tempo di bocciare con decisione la proposta della Lega di creare dei minibot. Questi sarebbero dei titoli teoricamente "utili" alla Pubblica Amministrazione per pagare eventuali debiti.

Tria, però, seguendo le parole di Mario Draghi, ha spiegato che l'idea dei minibot è presente nei programmi della Lega, ma non è stata accettata dal MEF. Infatti, aggiunge, nel caso servissero a pagare il debito non servirebbero, poiché farebbero aumentare lo stock del debito stesso, mentre nel caso in cui siano una sorta di valuta alternativa, sarebbero addirittura illegali.

In un momento in cui il nostro Paese rischia, proprio a causa del debito, anche una procedura d'infrazione, è dunque impossibile mettere in atto un simile progetto.

La replica della Lega

Nonostante la netta bocciatura da parte di Draghi e del Ministro Tria, dal versante leghista continuano ad arrivare dichiarazioni che invece rivendicano l'utilità dei minibot.

In particolare Giorgetti, Sottosegretario a Palazzo Chigi, ha difeso l'idea e ha dichiarato che invece questa gli pare una "soluzione possibile". Non sembra dunque intenzionato a cedere facilmente su questa proposta, a suo modo di vedere ottima per rischiarare le condizioni dei nostri conti pubblici.

Dichiarazioni a parte, è comunque estremamente difficile che il Ministero dell'Economia alla fine accetti una simile proposta.

Anche perché, sempre Tria ha affermato che gli incontri con le autorità europee stanno andando bene e che, se tutto continuerà così, si aprirà un vero dialogo con la Commissione Ue. In questo modo, sempre secondo Tria, l'Italia potrà presentare i propri programmi e spiegare in quale modo intende migliorare la situazione del deficit, evitando così la procedura d'infrazione. In conclusione, non è adesso il caso di aggiungere sul tavolo nuovi problemi decisamente scomodi.

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