La disfida tra Roberto Saviano ed il Ministro Matteo Salvini si arricchisce di un nuovo capitolo. Questa volta il colpo lo assesta lo scrittore e giornalista di origini campane con un editoriale pubblicato questa mattina dall'edizione online de "L'Espresso", il settimanale diretto da Marco Damilano.

L'accusa nei confronti del vicepresidente del Consiglio sarebbe quella di contrastare le navi di proprietà delle Ong ma di trascurare la lotta nei confronti degli scafisti e dei trafficanti di esseri umani.

Tutto nasce dall'analisi di una serie di dati riguardanti gli sbarchi di imbarcazioni con a bordo migranti avvenuti negli ultimi mesi nelle nostre coste.

Per Saviano meno di un migrante su 10 arriva in Italia su imbarcazioni delle Ong

Citando un'inchiesta firmata da Alessandra Ziniti e pubblicata dal quotidiano 'La Repubblica', Roberto Saviano sostiene che solo un migrante ogni dieci raggiunge la nostra nazione via mare grazie al soccorso delle navi umanitarie.

Pertanto, secondo questi dati, la maggioranza degli sbarchi continuerebbe ad arrivare grazie alle imbarcazioni dei trafficanti.

Questi numeri danno lo spazio allo scrittore per lanciare un colorito attacco al Ministro dell'Interno, accusato apertamente di non disturbare questi delinquenti e di lasciare che possano continuare impunemente ad arricchirsi. Ricorda infatti che le tariffe da loro applicate a chi cerca di raggiungere l'Europa variano dai 1.000 euro richiesti in Libia ai 5.000 necessari per la tratta dalla Turchia e dalle coste della Grecia gestita da scafisti russi ed ucraini.

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Politica Matteo Salvini

'Un mio amico dice che Salvini è il classico bullo da spiaggia'

Pesanti, come in altri articoli del passato, gli epiteti e gli insulti rivolti da Roberto Saviano nei confronti del Ministro dell'Interno, che siamo certi risponderà a tono. L'autore di Gomorra, infatti, non perde l'occasione per definirlo "bullo da spiaggia", e ministro della "mala vita" come già accaduto più volte negli ultimi mesi.

L'accusa aperta e provocatoria è che la guerra alle navi gestite dalle Organizzazioni non governative sia solo uno "specchietto per le allodole", visto che ha speso e concentrato energie solo contro di esse evitando colpevolmente di affrontare il problema di arrestare le attività illecite dei trafficanti di esseri umani.

Nel frattempo la nave "Alan Kurdi" della ong tedesca Sea Eye ha annunciato di aver lasciato il porto di Maiorca con l'obiettivo di raggiungere le coste libiche.

Il coordinatore della missione ha apertamente lanciato un guanto di sfida a Matteo Salvini dopo l'ultimo braccio di ferro con l'Italia e malta per i 65 migranti recuperati al largo della Libia pochi giorni fa.

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