La capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete è stata intervistata alcuni giorni fa nel corso del programma Hardtalk, in onda sulla BBC. Più volte il conduttore della Stephen Sackur ha cercato di mettere in difficoltà Rackete, sottolineando la sua violazione. Ma la capitana tedesca ha difeso le sue posizioni in merito al caso Sea Watch 3, che ha fatto tanto discutere nel nostro paese lo scorso giugno, sostenendo che la Libia non era un porto affidabile e sicuro.

Il caso Sea Watch 3

In merito al caso Sea Watch 3, il giornalista ha chiesto alla capitana tedesca come mai, dopo aver salvato le 50 persone, la nave non si è diretta verso le coste libiche, visto che distava solamente quaranta miglia: Rackete però ha replicato sostenendo che, se avesse deciso di farli sbarcare in un porto libico, ci sarebbe stata una violazione della convenzione di Ginevra, proprio perché in Libia molti migranti sono "vittime di violazioni".

Il giornalista però l'ha incalzata, sottolineando come la Libia stia collaborando con l'Ue per frenare gli arrivi in Italia, ma sicura di sé Carola ha sostenuto che i libici non avrebbero saputo occuparsi dei migranti, ed ha quindi preferito farli sbarcare a Lampedusa. Ha raccontato inoltre che gli italiani risposero dicendo di non essere responsabili del salvataggio, perché era stato effettuato nella zona di competenza libica.

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Ha aggiunto però che non si fidava del soccorso dei libici, in quanto a suo avviso la Libia non può garantire "alcun porto sicuro".

La replica del conduttore

Stephen Sackur ha comunque obiettato che la legge andava rispettata sul caso Sea Watch 3: "La legge è la legge" ha detto il conduttore ed ha sottolineato come la capitana ne fosse ben consapevole. Oltretutto per la sua imbarcazione era illegale entrare nelle acque italiane, e ancora di più cercare lo sbarco in un porto italiano.

Ha denigrato il comportamento della capitana, che, in assenza di autorizzazione, ha deciso di forzare il blocco, conducendo l'imbarcazione nel porto di Lampedusa, arrivando poi a speronare una motovedetta della Guardia di Finanza, spingendosi "al limite di un comportamento sicuro e responsabile".

Anche stavolta Carola ha risposto che le persone in pericolo erano i migranti a bordo della nave, e dichiara di non essersi pentita affatto per il suo comportamento.

Si dichiara dispiaciuta per la mancanza di solidarietà europea, che porta l'Italia a doversi far carico, in virtù del trattato di Dublino, di moltissimi migranti.

Alla fine il conduttore del programma le ha citato alcuni dati in mare, sottolineando come gli arrivi nel paese italiano sono crollati dell'84% rispetto allo scorso anno, e del 97% rispetto a due anni fa. Ed ha aggiunto che il governo italiano ha evitato che migliaia di persone possano fare la traversata, mettendosi così a rischio le loro vite.

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