Continua lo scontro e il dibattito tra USA e Iran sul nucleare. Il presidente francese cerca di convincere l'Iran a non fuoriuscire ulteriormente dagli accordi sul nucleare sanciti a Parigi nel 2015, intanto Israele e Stati Uniti concordano sul dover far pressione all'Iran e accusano Teheran di costruire armi nucleari.

Macron come mediatore per favorire il dialogo tra Usa e Iran

Emmanuel Macron sembra quello che tiene il più di tutti all'accordo internazionale sul nucleare, preso a Parigi nell'aprile del 2015.

Il presidente francese ha cercato più volte di porsi come mediatore, per favorire il dialogo tra USA e Iran e, questa volta, offre sul tavolo quindici miliardi, pur di convincere Teheran a non discostarsi ulteriormente dagli accordi. Mentre in giro corrono voci - come quella del segretario di Stato americano Mark Pompeo - che l'Iran stia curando un programma spaziale in realtà solo per nascondere l'intenzione di sviluppare missili balistici e mentre non si fermano le sanzioni USA verso l'Iran, applicate a molte aziende iraniane, compresa quella dell'ex ministro del petrolio iraniano Rostam Qasemi.

Macron e Rouhani (presidente iraniano in carica dal 2013) aprono una trattativa che potrebbe arrestare il disimpegno iraniano dagli accordi. Sul tavolo 15 miliardi dunque, che dovranno essere garantiti in 4 mesi, con la vendita del petrolio iraniano. Una trattativa che, fa sapere il presidente iraniano, potrebbe portarsi avanti fino a fine anno. Rouhani è intervenuto sull'argomento dicendo che il dialogo con la Francia si è portato avanti nonostante gli iniziali divari, un dialogo che non ha ancora portato i due paesi a siglare l'accordo finale ma che potrebbe rendere reversibili le manovre iraniane che oltrepassano gli accordi: “Il nostro ritorno alla piena attuazione dell’accordo nucleare è soggetto alla ricezione di 15 miliardi per un periodo di quattro mesi, altrimenti il processo di riduzione degli impegni dell’Iran continuerà”.

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Politica

Israele sulla linea di Trump

La mediazione offerta da Macron fa storcere il naso a Trump, che risponde un po' stizzito con queste parole ai cronisti che gli domandano se sia previsto un incontro col presidente iraniano al G7 di settembre: “Non è necessario nessuno per discutere un accordo”. Macron, infatti, si era già posto nel ruolo di mediatore al G7 di Biarritz, ed è forse per questo che il capo della Casa Bianca ha voluto sottolineare che gli Usa sono in grado di negoziare in modo diretto con Teheran.

Dalla parte di Trump anche il presidente israeliano Benjamin Netanyahu, che accusa l'Iran di violare gli accordi e di avere in programma la costruzione di armi nucleari. Queste sua avversione contro Teheran, il premier israeliano l'ha potuta ribadire a Londra, dove per l'occasione ha incontrato il premier inglese Boris Johnson e il segretario alla difesa americana Mark Esper, entrambi sulla stessa linea del primo ministro di Israele.

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