La questione migranti è uno dei temi per i quali c'è maggiore attesa rispetto a quelle che saranno le linee che saranno seguite dal nuovo esecutivo. Sono stati, intanto, diversi gli approcci che la critica ed anche la Politica hanno avuto rispetto all'esito dell'incontro di Malta in cui Italia, Francia e Germania e, per l'appunto, Malta avrebbero trovato un'intesa di massima finalizzata all'accoglienza e alla successiva redistribuzione dei migranti.

Lo stesso Conte ha sottolineato, però, come le conclusioni avute dal meeting non possono rappresentare o essere considerate, una soluzione definitiva. Chi vede il bicchiere mezzo vuoto evidenzia come al momento non ci sia nulla di scritto e paesi come la Francia punterebbero ad un accordo che sia esteso a più paesi possibili attraverso impegni più "soft". Una soluzione che, evidentemente, rischierebbe di svantaggiare l'Italia che avrebbe invece bisogno di impegni concreti da parte degli altri paesi membri dell'Ue a mostrarsi disposti ad accogliere i migranti destinati ad essere redistribuiti.

Conte soddisfatto della possibile rotazione dei porti

Ciò che è certo è che il governo giallorosso vorrebbe aprire una stagione di dialogo, dopo quella in cui Matteo Salvini ha preferito usare i toni forti.

Conte, però, ha preferito spegnere eventuali facili entusiasmi dopo l'incontro avvenuto. "La riunione di Malta - ha detto - è un passaggio significativo, ma non l'ho mai inteso come la svolta definitiva e risolutiva del problema". Il premier, tra le conquiste, cita un aspetto: "Da ieri c'è una disponibilità ad operare une redistribuzione di tutti quanti i migranti che arrivano e che cercano asilo, non solo quelli che ne hanno diritto.

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Assieme alla rotazione dei porti, sono - ha proseguito - due premesse fondamentali perché si possa ragionare di un meccanismo europeo perseguibile, sostenibile e razionale".

La Francia punterebbe ad accordo soft ed esteso

Al momento tra le voci critiche che hanno seguito gli accordi verbali di Malta vengono messe in evidenze quelle che al momento siano troppo pochi i dettagli del piano comune europeo che sgraverebbe l'Italia di un po' del carico relativo al problema flussi migratori.

La Stampa, nella sua edizione on line, porta alla luce un'indiscrezione secondo cui, addirittura, l'intenzione della Francia sia puntare ad un accordo che, attraverso una modifica dei termini, riesca a coinvolgere un maggior numero di paesi. Occorrerà naturalmente promettere a quante più nazioni possibili qualcosa di diverso dalla redistribuzione indiscriminata dei migranti che sbarcano in Italia o a Malta.

Al momento parrebbe esserci la volontà di distinguere in maniera netta richiedenti asilo e migranti economici, per i quali non sarebbe destinata ad essere prevista redistribuzione. E, intanto, la Spagna non avrebbe gradito il fatto di non essere stata chiamata in causa nonostante i 22000 sbarchi del 2019 (in Italia sono stati 6000).

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