Secondo il giornalista Andrea Scanzi, la neo esponente del Pd, Laura Boldrini, non sta per nulla simpatica agli elettori. Stavolta però, quello andato in onda a Otto e Mezzo, non è stato uno dei furiosi litigi a cui ci ha ormai abituato il talk show di La7 condotto da Lilli Gruber, ma quasi uno scambio di ‘amorosi sensi’ tra il corsivista del Fatto Quotidiano e la ex Presidente della Camera. La Boldrini si è anche scherzosamente difesa affermando che il suo interlocutore sa bene quanto, invece, lei sia “simpaticissima”.

A parte questo episodio, il dibattito tra i due è stato abbastanza pacato, anche se non sono mancati i soliti attacchi a Matteo Salvini da parte della sua storica avversaria e Scanzi non ha risparmiato colpi sotto la cintura persino nei confronti del Premier Giuseppe Conte.

Lo scontro ‘morbido’ tra Scanzi e Boldrini

“Chi sarebbe antipatico?”, domanda a un certo punto Lilli Gruber ad Andrea Scanzi, il cui intervento in collegamento video con Otto e Mezzo risulta per un attimo disturbato.

“Ho definito l’onorevole Laura Boldrini un semaforo giallo - ribatte lui prontamente - perché non è simpatica agli occhi di molti elettori”. La Boldrini sembra per un attimo sorpresa, ma poi replica con decisione e ironia: “Scanzi sa che io sono simpaticissima”. Lui sembra quasi intimidirsi e si giustifica balbettante: “No parlo elettoralmente, lo so bene onorevole”. Insomma, un dato di fatto secondo Scanzi che la Boldrini sia antipatica, non certo una sua convinzione personale.

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Lei, allora, rinfrancata, dichiara con orgoglio: “Io porto il mio bagaglio culturale nel Pd e nel governo, farò le battaglie di sempre, cercherò di aprire il più possibile verso tutti quei mondi che se ne sono andati”.

Il giornalista del Fatto e la deputata Pd scatenati contro Salvini

Ma lo pseudo battibecco appena illustrato non è stato il solo passaggio da segnalare nel dibattito tra Scanzi e Boldrini.

Il giornalista del Fatto, abbastanza in forma e scatenato, ne ha avute infatti per quasi tutti. A cominciare dal giudizio a due facce sul Premier Conte, definito un “buon Presidente del Consiglio”, che però oggi è “diventato un fenomeno” quando “fino a ieri era un mezzo bischero”. Parole acuminate anche sul tema dei molti esponenti del M5S che avrebbero palesato la loro volontà di non avere più Luigi Di Maio come capo politico.

Non poteva mancare nemmeno un giudizio negativo su Matteo Renzi, "finalmente decisosi ad uscire dal Pd", e pure sull’altro Matteo, quel Salvini leader della Lega che si sarebbe “suicidato” facendo cadere il governo gialloverde. Anche Laura Boldrini, da parte sua, oltre allo scontato elogio del Pd e della sinistra, non poteva evitare di rivolgere la sua attenzione verso il capitano leghista proponendo di superare il Dl sicurezza targato Salvini.

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