Proprio nel giorno del decimo anniversario della nascita del M5S, un gruppo di dissidenti pentastellati ha pensato bene di giocare un brutto scherzo ai compagni del Movimento di Beppe Grillo e Luigi Di Maio. Il 4 ottobre è stata infatti pubblicata online, su un sito internet creato ad hoc, la cosiddetta Carta di Firenze. Documento nel quale gli ‘ammutinati a 5 Stelle’, capitanati dal consigliere regionale del Lazio Davide Barillari e da quello comunale di Cornaredo in Lombardia Marco Cardillo, rivendicano un ritorno alle origini del M5S quando, in sostanza, secondo loro c’era più democrazia interna e non esisteva il ruolo di capo politico.

Critiche anche alla piattaforma Rousseau che, invece di essere gestita da Casaleggio, dovrebbe passare nelle mani degli attivisti. Quasi un annuncio di scissione che, secondo quanto riportato in esclusiva da affaritaliani.it, non vedrebbe totalmente contrario Mario Michele Giarrusso, il senatore pentastellato non nuovo ad attacchi contro Di Maio.

Il senatore Giarrusso scuote il M5S: ‘Carta di Firenze rispecchia il nostro spirito’

“Quello che è stato scritto nella Carta di Firenze 2019 rispecchia lo spirito del M5S ed è assolutamente condivisibile”.

È questa la telegrafica e letterale dichiarazione di Mario Giarrusso riportata in virgolettato dal quotidiano online affaritaliani.it. Un commento che, se confermato dal diretto interessato, non lascerebbe troppo spazio ai dubbi sul giudizio che il parlamentare siciliano ha dell’iniziativa presa dai dissidenti guidati da Barillari e Cardillo. Giarrusso, peraltro, non è certo nuovo a colpi sotto la cintura, indirizzati soprattutto contro Luigi Di Maio.

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M5S

“Se penso che Di Maio abbia troppi poteri? - aveva dichiarato il 24 settembre scorso al termine di una infuocata riunione dei senatori M5S - Sì, dovrebbe lasciare tutti gli incarichi. Non vedo quale esperienza possa vantare agli Esteri. Dobbiamo riportare la democrazia nel Movimento”.

Il contenuto della Carta dei dissidenti pentastellati

E, forse, è proprio la parolina magica ‘democrazia’, contenuta anche nelle rivendicazioni degli estensori della Carta di Firenze, ad aver spinto Giarrusso ad appoggiare apertamente l’iniziativa.

Gli “scettici” del M5S, come li definisce Repubblica, hanno elaborato questo documento con l’intenzione di sottoporlo ai massimi esponenti del Movimento, improntandolo su tre punti principali: maggiore democrazia interna, eliminazione del ruolo di capo politico oggi ricoperto da Di Maio e passaggio della proprietà della piattaforma Rousseau dalla Casaleggio associati al M5S stesso. Barillari e compagni giurano che i loro cuori battono ancora per il M5S, ma non sono in pochi a sospettare che dietro questa operazione possa nascondersi un tentativo di scissione.

È il caso de Il Giornale secondo cui tra i “simpatizzanti in Parlamento” di questa iniziativa, oltre a Giarrusso, ci sarebbe anche un altro senatore: Gianluigi Paragone.

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