Dopo lo scontro in Senato sul Mes con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella giornata di martedì 3 dicembre Matteo Salvini è volato a Bruxelles. Lo scopo del breve viaggio nella capitale belga è stato quello di ribadire, nella città sede del Parlamento europeo, il posizionamento della Lega nel campo cosiddetto sovranista, sempre al fianco del Rassemblement National, la destra francese guidata da Marine Le Pen. Salvini si è anche reso protagonista di un duro battibecco in sala stampa con un giornalista che contestava il fatto che le sue dichiarazioni fossero state calorosamente applaudite dai presenti.

Reazione non ammessa durante una conferenza stampa, ha protestato un giornalista che si è qualificato come rappresentante della “associazione stampa internazionale”. La replica del leader leghista è stata fulminea, con l’invito ad arrestare tutti quelli che gli avevano battuto le mani tributandogli un’ovazione quando ha contestato l’espressione “cordone sanitario”, utilizzata per impedire l’accesso del Carroccio nelle stanze dei bottoni che contano in Europa.

Il post condiviso da Matteo Salvini: ‘Roba da matti’

È stato lo stesso Matteo Salvini, come del resto gli capita quotidianamente, a condividere sui suoi canali social la scena del duro confronto avuto con un giornalista a Bruxelles.

Già il titolo del messaggio lascia poco spazio all’immaginazione: “In Europa è vietato applaudire Salvini: arrestateci”. A corollario del post il capitano leghista spiega che “la sinistra in Europa pensa ad un ‘cordone sanitario’ per chi vota la Lega e applaudire le nostre idee è vietato”. Un fatto considerato gravissimo, accolto con un commento inequivocabile: “Roba da matti”.

Il video del battibecco con il giornalista a Bruxelles

Nel video allegato al cinguettio pubblicato su Twitter, si vede una sala stampa del Parlamento di Bruxelles gremita di giornalisti.

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Politica Matteo Salvini

“Parlare apertamente di cordone sanitario nei confronti di deputati e deputate liberamente eletti mi sembra di una volgarità, di una violenza, di un odio, di un’arroganza, di una supponenza imbarazzanti - sbotta Matteo Salvini - mi vergognerei se al posto di quel signore (riferito al parlamentare che ha utilizzato quella espressione ritenuta infelice ndr) qualcuno del mio gruppo avesse parlato di cordone sanitario. Dovrebbe essere curato uno che parla in questa maniera”.

A quel punto scattano gli applausi scroscianti della maggior parte dei presenti.

Ma qualcuno si agita e si ribella. “Non potete applaudire, questa non è una riunione Politica, è una sala stampa, per gli applausi bisogna stare altrove. Signor Salvini rappresento l’associazione della stampa internazionale”, protesta un uomo di nazionalità italiana che si qualifica nel modo da lui stesso specificato. La risposta del leader della Lega è tranchant: “Arrestateci, abbiamo applaudito, arrestateci. Ma roba da matti”. Ma il contestatore non demorde: “Ci sono delle regole, se non le sapete rispettare io non lo so”.

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