Uscito nelle sale cinematografiche mercoledì 1 gennaio, il nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo, ha già fatto registrare un record: migliore incasso, nelle prime 24 ore di programmazione, nella storia del cinema italiano, con 8,7 milioni di euro incassati soltanto nella prima giornata. Andando avanti di questo passo, la pellicola del regista e attore pugliese rischia di diventare il film italiano più visto di sempre.

Prima ancora della sua uscita, però, a farla da padrone, e anche da lancio pubblicitario, sono state le aspre polemiche politiche esplose sul presunto razzismo dimostrato da Zalone nel video della canzone ‘Immigrato’, trailer del film.

Polemiche, per la verità, sopitesi quando chi ha visto Tolo Tolo ha potuto subito appurare che di razzista in Luca Medici (vero nome dell’attore) non c’è nulla. Ad esprimere un’ulteriore critica ci pensa però Alessandro Sallusti. Secondo il direttore del quotidiano Il Giornale, infatti, Checco Zalone “ha preso in giro un po’ tutti”, perché non si capisce se sia di destra o di sinistra.

Tolo Tolo batte tutti i record di incassi

Come appena accennato, il nuovo film interpretato e diretto da Checco Zalone, Tolo Tolo, punta dritto ad infrangere tutti i record per diventare la pellicola italiana più vista della storia.

Il primo traguardo è stato già raggiunto: record di incassi nella prima giornata di programmazione nelle sale cinematografiche, con più di un milione di spettatori. Battuta anche la precedente performance di Quo vado? Che, nel 2016, incassò in totale 65 milioni di euro, ma ‘solo’ 7,3 nel primo giorno, a differenza degli 8,7 di Tolo Tolo. Il dato che fa riflettere, però, è che quest’ultima pellicola dopo quattro giorni ha fatto guadagnare ai suoi produttori già 23 milioni di euro.

Insomma, un successo quasi annunciato che, però, deve fare i conti con la critica, in parte positiva e in parte negativa, di Alessandro Sallusti.

L’opinione di Alessandro Sallusti: ‘Zalone ha preso in giro tutti’

Il direttore de Il Giornale, ospite domenica 5 gennaio di Stasera Italia su Rete 4, spiega che, secondo lui, “è stupido dire che Tolo Tolo è brutto o che non funziona, perché sarebbe come se una squadra vince una finale 7 a 0 e gli venisse detto ‘no, però ha giocato male’.

Avrà anche giocato male ma ha vinto 7 a 0. Quindi quello è già un dato che taglia la testa al toro. Dopodiché - obietta però Alessandro Sallusti - siccome abbiamo sentito che ognuno dice la sua: è di destra, non è di destra, è di sinistra. Secondo me Checco Zalone, più che prendere in giro i personaggi lì, ha preso in giro un po’ tutti. Nel senso che - si spiega meglio il giornalista - ognuno ci trova quello che vuole trovarci, non ci trova quello che non vuole trovarci, esce dal film con le stesse idee che aveva prima.

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E quindi chiudo dicendo che è un film che, certo, non è di una comicità dirompente, ma su un tema così sensibile, a me ricorda un po’ La vita è bella di Benigni, o Detenuto in attesa di giudizio di Sordi. Cioè - conclude - non si può fare ironia, far ridere su dei temi così seri. Li affronti con ironia come se fossero delle favole e le favole lasciano aperte tutte le interpretazioni”.

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