Anche Fabio Fazio, come tutti del resto, sta vivendo con apprensione questo momento storico, caratterizzato dall’emergenza Coronavirus. Il conduttore di Che tempo che fa, il talk show in onda tutte le domeniche su Rai 2, pubblica una breve riflessione sulle colonne del quotidiano Repubblica del 16 marzo. La sua intenzione è quella di comunicare a tutti i lettori quali siano le cose che sta imparando durante questo periodo. Fazio snocciola una serie di 15 cose, l’ultima delle quali risulta essere tra le più a rischio di polemica.

Meglio che tutti i porti siano sempre aperti”, afferma infatti il giornalista.

La lettera di Fabio Fazio a Repubblica sul coronavirus

È breve ma incisiva la riflessione di Fabio Fazio sul coronavirus pubblicata da Repubblica lunedì 16 marzo. Il conduttore di Che tempo che fa parla di “giorni durissimi”, che però rappresentano un’occasione per “riflettere sul significato delle parole” che si pronunciano e sui gesti che si compiono quotidianamente. Fazio parla di “prova dura e inattesa”, quanto mai nessuno si sarebbe potuto aspettare ma, a suo modo di vedere, tutti potrebbero uscirne “migliori”, a patto però di mettere in un angolo “paura” e “rimozione”, provando a compiere un “esercizio di consapevolezza”.

Insomma, secondo Fazio bisogna imparare a guardare dentro la propria coscienza per decidere quali siano le cose veramente importanti da fare.

Fazio fa l’elenco delle 15 cose che ha imparato

A questo proposito, Fazio compila e rende pubblico un elenco di 15 cose che ha imparato in questi giorni. Tutti, come lui, dovrebbero riordinare la propria “scala dei valori” per mettere al primo posto ciò che “veramente è importante”.

Scala di valori che dovrà essere valida anche quando sarà finita l’emergenza coronavirus. Nulla è più scontato, ovviamente, dello stare vicini ai propri cari. Segue poi il necessario rispetto dell’ambiente terrestre e la riflessione sul fatto che la razza umana non sia “onnipotente”. Il giornalista punta anche il dito contro gli evasori fiscali: se mancano posti letto negli ospedali è anche colpa loro.

Lo sfogo del conduttore di Che tempo che fa: ‘I confini non esistono’

Ma la parte delle sue riflessioni che rischia di creare polemiche politiche è quella sulla “solidarietà” e dello “Stato sociale”. Non tanto tra cittadini italiani, quanto verso i migranti. “Mi sono reso conto che i confini non esistono e che siamo tutti sulla stessa barca”, scrive Fazio. Ma proprio perché “siamo tutti sulla stessa barca - conclude - è meglio che i porti, tutti i porti, siano sempre aperti. Per tutti”. Parole che non faranno sicuramente piacere a quella parte Politica che, al contrario, ritiene che la chiusura dei porti italiani per bloccare l’arrivo di migranti clandestini sia una soluzione auspicabile.

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