Coronavirus in Abruzzo: l'ospedale di Pescara ha esaurito i posti a disposizione nei reparti di Malattie Infettive e Rianimazione, 7 pazienti sono stati trasferiti nella giornata del 12 marzo a Penne. Essendo arrivati a questo livello, per i ricoveri in terapia intensiva, si è deciso in tutta velocità di organizzare il trasferimento di sette pazienti all'ospedale di Penne dove è avvenuta la riattivazione della rianimazione che era stata chiusa.

La situazione di emergenza è rilevante e servono ventilatori

La situazione è di emergenza e quindi si cercano anche altre soluzioni che possano rendere possibile il ricovero di un maggior numero di persone. È in fase di riattivazione anche la vecchia rianimazione di Pescara che consentirà i questo modo di avere altri posti letto disponibili.

Il direttore dell'unità operativa di Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, sottolinea che c'è grande necessità di ventilatori per le terapie intensive visto che quelli che sono stati ordinati non arrivano e i pazienti che necessitano del reparto di terapia intensiva sono in costante aumento.

C'è pure carenza di dispositivi di protezione individuali. Con un uso accorto, ce ne saranno a sufficienza solo per qualche giorno. Anche questo materiale è stato ordinato e l'auspicio è che possa arrivare nel minor tempo possibile. Parruti si dice certo che la Protezione Civile farà tutto il possibile e rivolge un elogio a tutto lo staff e al personale sanitario che sta lavorando senza sosta e con grande professionalità.

Intanto in Abruzzo ancora denunce per spostamenti ingiustificati

Intanto, in Abruzzo sono arrivate altre denunce da parte dei Carabinieri della Compagnia di Chieti per spostamenti ingiustificati da casa. A Francavilla, due persone erano fuori per comprare ricariche delle sigarette elettroniche. Addirittura tre persone - una delle quali, come aggravante alla guida senza patente - sono andate a Guardiagrele per una passeggiata.

A San Giovanni Teatino, due coniugi erano dal Bocciodromo. Altre tre persone, scese dal bus a Chieti erano intente a fare un giro in città.

E, incredibilmente, c'è anche una denuncia per procurato allarme. Un giovane, cercando di convincere gli altri a restare a casa, ha realizzato e inviato un messaggio vocale in cui sosteneva l’esistenza e la presenza di un focolaio in un paese in provincia di Chieti.

Il messaggio, come avviene in questa era della tecnologia, è diventato virale nel giro di pochissimo tempo creando il panico. Il lavoro dei Carabinieri consiste, anche, in un monitoraggio di tutte le fake news pubblicate in questo periodo in merito al coronavirus.

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