Emergenza Coronavirus. L’Italia si trova in un coprifuoco peggiore di quello attuato da un qualsiasi Regime, perché non entra in vigore solo nelle ore serali, ma per tutto il giorno. È questa la tesi esposta dal giornalista Nicola Porro durante la sua quotidiana Zuppa di Porro del 12 marzo.

Il conduttore di Quarta Repubblica, come noto, da quattro giorni ha dichiarato la sua positività al coronavirus. Al momento si trova in isolamento domiciliare con febbre e tosse, ma le sue condizioni di salute non sembrerebbero destare preoccupazioni, tanto da spingerlo ad attaccare duramente le misure messe in campo dal governo Conte per cercare di arginare la trasmissione del contagio del coronavirus e i suoi nefasti effetti sull’economia italiana.

Porro sull’emergenza coronavirus: ‘Mi sembra di essere un marziano’

Dopo aver fornito dei brevi ragguagli ai suoi fan in merito alle sue condizioni di salute, giudicate da lui stesso discrete. Nicola Porro passa subito all’attacco sul tema coronavirus.

“Mi sembra di essere un marziano. Forse per la mia quarantena, forse perché questo virus mi ha dato alla testa - afferma abbastanza baldanzoso - io penso di essere veramente un marziano perché penso che è incredibile quello che noi stiamo facendo. La notizia di oggi è che l’Italia è chiusa e blindata.

Sono stati chiusi i negozi, i barbieri, gli esercizi commerciali, i professionisti, c’è gente che vorrebbe chiudere le fabbriche. E siamo tutti quanti d’accordo che bisogna chiudere tutto quanto. Tranne il sottoscritto - ci tiene a sottolineare - e vi spiego perché. Vorrei chiedere a quelli che vogliono che sia tutto chiuso e, anzi, dicono ‘quanto sono in pericolo i francesi, gli spagnoli e i tedeschi che non stanno chiudendo tutto’, ma secondo voi i respiratori per gli ospedali chi li produce?

Le flebo e i tamponi per gli ospedali chi le produce? Secondo voi, che noi dobbiamo stare a casa e non assaltare i supermercati, ma le robe da mangiare chi ce le dà. E i contenitori per il cibo chi ce li dà?”.

‘Bloccare la nostra produzione significa morire’

“Cioè - si chiede polemicamente Nicola Porro - bloccare la produzione vuol dire uccidere la nostra civiltà. Morire. Allora, uno può dire ‘sì blocchiamo’, però deve dare un tempo.

Una persona seria alla guida di questa emergenza - polemizza riferendosi a Giuseppe Conte - direbbe che se noi blocchiamo il Paese per cinque giorni, scarseggeranno tra tre giorni l’acqua, tra quattro giorni l’olio etc. Cioè, questo è un atteggiamento razionale. Invece il nostro atteggiamento è melodrammatico. Il problema, come ha detto più volte la dottoressa Capua, non è la diffusione del coronavirus, ma il rallentarlo il più possibile perché non vengano presi d’assalto gli ospedali, che peraltro lo sono già”.

‘Italia Paese con maggior numero di contagiati da coronavirus dopo la Cina’

“Il mio pensiero ovviamente non è condiviso dal 99% dei commentatori - sottolinea Porro - siamo in un perfetto MinCulPop ovviamente.

Siamo in coprifuoco, no? C’è qualche dubbio che ci sia il coprifuoco? Ma un coprifuoco che, a differenza di quello tradizionale, vale sempre, dalla mattina alla sera. Quindi non un Regime, più che un Regime. E il giornale di Regime è il Fatto Quotidiano che dice ‘è l’ultimo sacrificio’. Tutti ad elogiare questo governo - conclude - e poi mi dovete spiegare per quale motivo questo è l’unico Paese del mondo ad avere il massimo numero di morti e di contagiati da coronavirus dopo la Cina”.

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