Giorgia Meloni, in una lettera indirizzata a Libero, ha inteso puntualizzare l'idea di Fratelli d'Italia sull'attuale situazione politica italiana. In particolare ha sottolineato come il suo schieramento continui ad essere totalmente sfavorevole alla prosecuzione del governo Conte, ma anche a sostenere quello che potrebbe essere un governo d'unità nazionale. Un'idea, tra l'altro, che verrebbe avallata dall'alleato Matteo Salvini. Secondo Giorgia Meloni, inoltre, qualora ci fosse la possibilità di votare, non sarebbe necessario aspettare a lungo. A suo avviso ci sarebbero i margini per andare alle elezioni già a fine maggio o giugno.

Per Giorgia Meloni Conte deve andare a casa

Giorgia Meloni ha sottolineato, come al momento, il suo partito abbia un'idea: Giuseppe Conte dovrebbe andare a casa. Ha evidenziato come ci sarebbe da subito l'intenzione di andare a presentare una mozione di sfiducia, per poi capire quelle che potrebbero essere le reali intenzioni di tutte le altre forze politiche. Una puntualizzazione che serve a chiarire quello che, secondo la leader di Fdi, è uno dei tre equivoci rispetto alla posizione del suo partito. La lettera nasce proprio in risposta a Libero che aveva in un certo senso criticato il mancato appoggio da parte della Meloni ad un possibile governo di larghe intese.

Su Libero Meloni specifica i motivi del suo no al governo nazionale

Chi ritiene che un governo di unità nazionale sia l'unica soluzione percorribile, anche per l'impossibilità di votare a stretto giro di posta, ha un'opinione che si contrappone a quella di Giorgia Meloni. Secondo lei, infatti, non servirebbe aspettare a lungo per andare alle urne.

Ed è questo, a suo avviso, il secondo equivoco. C'è chi sostiene che, dopo la riforma elettorale necessaria per via del referendum che potrebbe portare al taglio dei parlamentari, occorrerà aspettare a lungo prima di poter votare. La norma prevede che sarebbe sufficiente aspettare sessanta giorni prima di tornare alle urne dopo l'eventuale taglio, a cui andrebbero aggiunti i tempi tecnici per definire i dettagli sul sistema di assegnazione degli scranni parlamentari eventualmente ridotti.

Considerando che il referendum è fissato per il prossimo 29 marzo, una volta conosciuti i risultati si potrebbe procedere con tempestività alla messa a punto dei dettagli per le elezioni. "Tecnicamente - ha scritto Giorgia Meloni - si può andare a votare a fine maggio, inizio giugno".

Il terzo equivoco, secondo Giorgia Meloni, è che sbaglia chi pensa che possa nascere, in questa legislatura, una maggioranza sostenuta da centrodestra e Renzi. "I numeri parlamentari - ha evidenziato nella lettera - non sarebbero sufficienti e servirebbe almeno una pattuglia di grillini". Ed è noto quanto la leader di Fratelli d'Italia non apprezzi l'universo pentastellato.

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