Alessandro Sallusti sulla prima pagina de Il Giornale critica il Decreto Rilancio messo a punto dal governo presieduto da Giuseppe Conte. Il direttore sottolinea il ritardo con il quale, a suo avviso, sono predisposte le misure di sostegno nei confronti degli italiani e manifesta perplessità rispetto all'efficacia. Non a caso parla di "minimo sindacale" quando si trova a definire la portata della misura. Alle spalle del provvedimento, però, ci sarebbero, secondo Sallusti, retroscena che avrebbero generato lacerazioni in seno alla maggioranza, al punto da mettere in discussione la tenuta dell'esecutivo.

Sallusti parla di 'guerra tra alleati'

Il pensiero di Alessandro Sallusti è quello di chi, probabilmente, si aspettava di più dagli sforzi messi in campo. Non a caso etichetta come "stonati" quelli che, secondo il suo parere, sono stati gli "squilli di tromba" che hanno accompagnato la presentazione della manovra. A non convincerlo, come buona parte di coloro che criticano l'operato dell'esecutivo, ci sono le tempistiche e i ritardi che hanno contraddistinto il 'decreto'. Non a caso si lascia andare ad un auspicio. "Speriamo - scrive - che non sia troppo tardi per salvare il salvabile". Un ritardo che, in apertura del pezzo, Sallusti imputa a quelli che, nella sua ricostruzione, sarebbero stati "giorni di guerra tra alleati".

Una realtà che pubblicamente potrebbe essere emersa quando il ministro Teresa Bellanova minacciava le dimissioni qualora non fosse passata la norma che ha condotto alla regolarizzazione dei migranti impegnati in agricoltura.

Decreto Rilancio, potenziale ultimo atto per Conte secondo Il Giornale

Al di là, infatti, degli aspetti tecnici legati all'economia, dietro il 'Decreto Rilancio" ci sarebbero anche dati politici che potrebbero alterare gli scenari del Paese.

Secondo Sallusti, infatti, il confronto avrebbe determinato "lacerazioni" anche tra i Cinque Stelle, Conte e coloro che definisce "i suoi soci". L'ampliamento delle distanze tra gli schieramenti che compongono l'area giallorossa rappresenterebbe un dato che, a stretto giro di posta, potrebbe alterare la stabilità dell'esecutivo.

O almeno questa è la previsione che si evince dell'editoriale di Alessandro Sallusti. "Secondo alcuni ben informati - scrive il giornalista - questo potrebbe essere l'ultimo atto della sciagurata era Conte". Non resta, perciò, che attendere in che modo si evolveranno le cose, ricordando che qualunque nuovo capitolo sarebbe da scrivere in un contesto particolarmente difficile per l'Italia determinato dall'emergenza sanitaria ancora in atto, ormai trasformatasi in difficile situazione economica.

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