Giuseppe Conte interrogato come persona informata dei fatti dal procuratore aggiunto di Bergamo. Maria Cristina Rota ha fatto il suo ingresso a Palazzo Chigi, sede del governo, nella mattinata di venerdì 12 giugno. La deposizione del presidente del Consiglio di fronte al magistrato che indaga sulla mancata istituzione di una zona rossa nella Bergamasca, è avvenuta naturalmente a porte chiuse, senza la presenza dei giornalisti. Ma c’è chi come Franco Bechis, direttore del quotidiano Il Tempo, alla vigilia dell’interrogatorio già definisce il procuratore aggiunto di Bergamo Rota come un “incubo” per Conte.

Giuseppe Conte ascoltato a Palazzo Chigi da Maria Cristina Rota

Come appena accennato, il procuratore aggiunto di Bergamo, Maria Cristina Rota, è arrivata a Palazzo Chigi verso le ore 10 di mattina del 12 giugno. Il suo compito è quello di sentire Giuseppe Conte in merito ai fatti accaduti in Lombardia, in particolare nella provincia di Bergamo, nel periodo compreso tra la fine di febbraio e i primi 10 giorni del marzo scorso. Conte è stato ascoltato nelle vesti di persona informata dei fatti, così come accaduto nei giorni scorsi al presidente della regione Lombardia Attilio Fontana e all’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Entrambi gli esponenti leghisti sono stati però interrogati in procura a Bergamo.

Maria Cristina Rota ‘incubo’ di Conte

I magistrati bergamaschi, come noto, vogliono cercare di fare luce sulle eventuali responsabilità politiche della mancata istituzione di una zona rossa tra i paesi di Nembro e Alzano, in provincia di Bergamo. Fatto che, secondo le accuse, avrebbe contribuito alla massiccia diffusione del Coronavirus in Lombardia.

Alla vigilia dell’interrogatorio di Conte da parte del procuratore Rota, il direttore de Il Tempo, Franco Bechis, non ha dubbi nel definire il magistrato come “incubo” del presidente del Consiglio. Rota, infatti, dopo aver ascoltato Fontana e Gallera, ha subito puntato il dito contro la presunta responsabilità del governo per la mancata istituzione della zona rossa.

‘Ampia documentazione nelle mani dei pm di Bergamo’

Il fatto che il procuratore Rota, insieme ai pm Paolo Mandurino e Fabrizio Gaverini, abbia il compito di interrogare non solo Conte, ma anche i ministri Luciana Lamorgese (Interno) e Roberto Speranza (Salute), induce Bechis a scrivere che i magistrati bergamaschi “hanno già raccolto parecchio materiale e testimonianze”. Nonostante le accuse del governo agli enti locali, scrive il giornalista, “nelle mani dei magistrati c'è invece ampia documentazione di segno diametralmente opposto”. E il compito di chiarire questi fatti spetta ora proprio a Conte e ai suoi ministri interrogati, conclude il suo fondo Bechis.

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