Silvia Romano rilascia la sua prima intervista dopo il suo ritorno in Italia ed è subito polemica. La ragazza milanese, rapita in Kenya e tenuta prigioniera in Somalia per circa un anno e mezzo, ha fatto già molto parlare di sé quando, pochi mesi fa, è scesa dalla scaletta dell'aereo che l'ha riportata nel nostro paese coperta quasi interamente da un velo islamico. La conversione di Silvia all'Islam ha suscitato polemiche, sdegno, ma anche solidarietà. Ora, intervistata da Davide Piccardo, importante esponente della comunità islamica lombarda e direttore del giornale online La Luce, Silvia Romano afferma di sentirsi libera da quando indossa il velo.

Parole che fanno infuriare alcune donne italiane come l'esponente di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè e la giornalista Annalisa Chirico.

Silvia Romano: 'Il mio velo è simbolo di libertà'

"Per me il mio velo è un simbolo di libertà", è questa la frase più contestata pronunciata da Silvia Romano durante l'intervista concessa a Davide Piccardo. Silvia racconta della disperazione che l'ha assalita al momento del suo rapimento, ma ricorda che con il passare del tempo avrebbe capito che la sua unica salvezza consisteva nella fede in dio. Un dio al quale, prima della sua conversione all’islam, ammette di essere stata sempre "indifferente", tanto da potersi definire una persona "non credente". Quindi, prima dell'esperienza in Kenya, Silvia Romano era convinta che dio proprio non esistesse.

Silvia Romano: 'Dio mi chiede di indossare il velo'

Ma il passaggio del colloquio con Piccardo che più colpisce è quello che riguarda la sua conversione. Silvia spiega quale sia a suo modo di vedere il concetto di libertà. Che non significa per una donna, come si crede in Occidente, "mostrare le forme che ha" e indossare ciò che si vuole.

Anzi, quella che Silvia credeva fosse libertà si sarebbe rivelata solo una "imposizione" della società dove viveva, della quale si è accorta solo quando ha deciso di vestirsi "diversamente". Abito islamico che le è costato critiche feroci in Italia. Ma, conclude Silvia Romano, "per me il mio velo è un simbolo di libertà, perché sento dentro che dio mi chiede di indossare il velo per elevare la mia dignità e il mio onore, perché coprendo il mio corpo so che una persona potrà vedere la mia anima".

La reazione di Santanchè e Chirico

Le parole di Silvia Romano in favore del velo e contro le presunte libertà delle donne nella società occidentale, provocano la reazione indignata di altre due donne italiane: Daniela Santanchè e Annalisa Chirico. "Silvia Romano dice 'ho scoperto la vera libertà' nel velo. Spiace per una ragazza travolta da un sequestro orrendo, con il governo Conte che anziché proteggerla ha fatto lo spot alla jihad.

Ora, rispettandola, assicuriamoci non sia pericolosa per l'Italia", scrive su Twitter l'esponente Politica di FdI. "Silvia Romano può convertirsi anche all'animismo africano - chiosa invece Chirico - ma sostenere che il velo sia un simbolo di libertà è un insulto alle vittime del patriarcato islamico e a quante in Occidente lottano ogni giorno perché sia riconosciuto a ciascuna di noi il diritto di vivere come vogliamo".

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