Quella di un nuovo lockdown non è più un’ipotesi da escludere, almeno secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche. I dati degli ultimi giorni relativi ai contagi da Coronavirus in Italia sono infatti allarmanti. Superata nella giornata del 21 ottobre la soglia delle 15.000 persone risultate positive al tampone. Per cercare di arginare la diffusione della pandemia, alcune Regioni, in accordo con il governo centrale, hanno già disposto coprifuoco parziali e altre misure di contenimento. È il caso di Lombardia, Lazio e Campania. In quest’ultima, oltre al lockdown notturno è previsto anche il divieto di spostamento tra province, se non per motivi di urgenza o di lavoro.

Vista la situazione, il governo Conte si starebbe preparando a disporre altre chiusure progressive di attività considerate non essenziali. In caso di superamento della soglia di 2.300 persone ricoverate in terapia intensiva, poi, sarà probabile un nuovo lockdown generale.

Le nuove misure del governo Conte contro la pandemia

Anche se non si tratta ancora di notizie certe, ma solo di indiscrezioni giornalistiche, la drammatica evoluzione del numero dei contagi da coronavirus in Italia starebbe spingendo il governo Conte a prendere decisioni sempre più drastiche. Prima di arrivare ad ordinare un nuovo lockdown, comunque, a Palazzo Chigi potrebbero decidere di disporre la chiusura progressiva di attività commerciali considerate non essenziali.

Sotto osservazione, come riferito da Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, ci sarebbero sale giochi, centri commerciali, piscine e palestre, anche se queste ultime avrebbero superato i controlli di sicurezza effettuati in questi ultimi giorni. Sul tavolo del governo anche il possibile divieto di spostamento tra regioni.

La soglia oltre la quale scatta il lockdown

Se anche le chiusure progressive citate dal Corriere non dovessero però rivelarsi sufficienti, l’ipotesi di un nuovo lockdown non è affatto esclusa, anzi. La decisione, però, penderebbe da un numero ben preciso, quello di 2.300, relativo al massimo dei pazienti ricoverati in terapia intensiva negli ospedali.

Insomma, se questa soglia dovesse essere raggiunta o superata, sarebbe inevitabile per il governo disporre il lockdown generale, sulla falsariga di quanto già accaduto nei mesi di marzo e aprile.

Lockdown dipenderà anche da indice Rt

Conte e i suoi ministri attendono l’esito del monitoraggio effettuato dai tecnici dell’Istituto superiore di sanità prima di decidere sul lockdown. Fondamentale sarà rilevare l’ultimo livello raggiunto dall’indice Rt (quello che misura la capacità di espansione del coronavirus). L’Iss ha comunque già individuato, con le sue simulazioni, il livello più alto e preoccupante a cui potrebbe giungere questo indice nelle prossime tre settimane se non si farà di tutto per invertire la rotta: con un indice Rt oltre l’1,5% il nuovo lockdown sarebbe quasi scontato.

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