Giulia Bongiorno è stata ospite della trasmissione di La 7 Tagadà. La senatrice della Lega e avvocato di Matteo Salvini, nell'occasione, ha fornito importanti spunti in relazione al processo Gregoretti. Rispondendo alla domanda di Tiziana Panella su cosa avrebbe detto se l'avesse chiamata Giuseppe Conte, ha risposto che la difesa avrebbe nelle mani un audio significativo per il processo di Catania.

Tagadà: si arriva a parlare del processo Gregoretti

Matteo Salvini da Ministro dell'Interno è finito sotto la lente d'ingrandimento di diverse procure. Tra queste vicende, quella legata alla nave Gregoretti lo ha portato alla sbarra dopo l'autorizzazione a procedere concessa da parte del Senato.

Tra i reati che gli vengono contestati c'è quello di sequestro di persona per non aver fatto sbarcare i migranti. In attesa di capire quelli che saranno gli sviluppi del processo, si percepisce che tra le tesi della difesa c'è la volontà di far notare come, di ogni azione dell'allora Ministro dell'Interno, fosse a conoscenza il presidente del Consiglio. Questa circostanza sarebbe confermata da un file audio. Ed è la stessa Bongiorno a spiegarne la rilevanza.

L'audio rivelerebbe la posizione di Conte in quella circostanza

La domanda che viene posta all'avvocato di Matteo Salvini è chiara. "Se chiama Conte, cosa vi dite?". "Gli chiedo - risponde Giulia Bongiorno - se è contento a novembre di venire a testimoniare la bontà delle procedure seguite durante il Conte 1 per gli sbarchi dei migranti".

La conduttrice incalza la senatrice provando ad ottenere qualche dichiarazione in più. La risposta dell'avvocato è chiara. "Che verrà - afferma - e che confermerà quello che è notorio e che ha detto pubblicamente, cioè che in realtà Salvini non stava sequestrando nessuno ma stava aspettando che il presidente Conte terminasse la procedura per la redistribuzione prima di fare sbarcare i migranti".

Quando gli si fa notare come mai il premier non sia stato chiamato a testimoniare, arriva la rivelazione. "Perché - evidenzia Giulia Bongiorno - abbiamo un audio nel quale testualmente il presidente Conte racconta la procedura dicendo prima si redistribuisce o poi si fanno gli sbarchi". "I migranti - aggiunge - erano a bordo della nave perché si stava aspettando che vi fosse la redistribuzione".

E poi c'è la chiosa: "Un audio vale più di mille testimonianze".

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