Il governo tenta ancora una volta di coinvolgere i partiti dell'opposizione nella strategia su come far fronte ai contagi da coronavirus, sempre più in salita. Se da una parte il premier Giuseppe Conte propone un tavolo bipartisan, dall'altra i leader del centrodestra si oppongono.

Il premier chiede un tavolo di confronto permanente

Mentre Conte vorrebbe un tavolo di confronto per mettere in atto un programma finalizzato a contenere la pandemia, che nelle ultime ore ha causato più di trenta mila nuovi casi in Italia, per i tre capi del centrodestra la richiesta di Giuseppe Conte è assolutamente tardiva.

Lo stesso Conte ha ritenuto fondamentale un dialogo parlamentare e con le seguenti parole si è espresso nel corso della festa de "Il Foglio": "Ho voluto convocare i presidenti di Camera e Senato, chiedendo loro se è possibile trovare un luogo o uno strumento per confrontarsi molto celermente con il Parlamento". L'obiettivo del premier è quello di coinvolgere tutti i capi dei vari partiti, qualora potessero essere prese decisioni molto drastiche per combattere il virus già nelle prossime ore, come lockdown locali o generalizzati.

Luigi Di Maio il primo ad avanzare la proposta

È stato il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio il primo ad avanzare nella mattinata di domenica 1 novembre la proposta di un possibile confronto permanente con i leader dell'opposizione: "In un momento come quello che stiamo vivendo adesso, un raccordo con le opposizioni costituisce un passaggio obbligato.

Il Partito Democratico si è mostrato favorevole e per Andrea Orlando occorre passare "dal metodo al merito".

Giorgia Meloni, accusando l'esecutivo di "non avere fatto niente" per scongiurare la seconda ondata di Covid-19, ha dichiarato che il "tavolo di lavoro" è il Parlamento. La stessa affermazione è arrivata anche dal leader della Lega, Matteo Salvini, secondo il quale il governo "dice di ascoltare, ma poi non fa niente".

Il pensiero di Giancarlo Giorgetti

L'ex sottosegretario alla Presidenza, Giancarlo Giorgetti, ha detto che una proposta simile era già arrivata dalla Lega nel mese di marzo, seppur invano. "Fino a questo momento il governo ha pensato di non coinvolgerci, ritenendosi autosufficiente.

Adesso che la situazione è precipitata, qualcuno ha iniziato ad avere il buon senso di collaborare. Noi siamo disponibili". Intanto gli uffici di Montecitorio e Palazzo Madama stanno già lavorando per il tavolo di confronto richiesto dal premier. E un primo segnale quest'ultimo lo offrirà lunedì 2 novembre prima di comunicare il nuovo dpcm.