Il governo Conte sta studiano regole e divieti da applicare durante le festività di Natale e Capodanno. Il 3 dicembre prossimo, infatti, scade l’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio e ci sarà bisogno di uno nuovo. Anche se al momento si tratta solo di ipotesi, il Corriere della Sera illustra quelle che potrebbero essere le scelte più probabili di Palazzo Chigi. Il libero spostamento tra Regioni dovrebbe continuare ad essere vietato, anche se tutta Italia fosse dichiarata zona gialla. Si pensa però a deroghe per i ricongiungimenti familiari e per raggiungere le seconde case. Niente da fare invece per bar e ristoranti che dovranno abbassare le saracinesche alle 18.

I Dpcm di Natale potrebbero essere due

Lo scopo principale del governo Conte, riferisce il quotidiano milanese, è quello di non ripetere quanto accaduto durante lo scorso periodo di Ferragosto, quando il picco degli spostamenti degli italiani nelle vacanze estive avrebbe poi provocato una netta impennata dei contagi da Coronavirus che ha poi portato alla seconda ondata non ancora terminata. Per questo motivo è allo studio un nuovo Dpcm, cosiddetto di Natale, che sia valido dal 4 dicembre. Il dubbio di Palazzo Chigi è se vararne uno solo, valido fino alla fine delle festività natalizie ai primi di gennaio, oppure di farne due, con il primo valido fino al 20 dicembre e il secondo, più restrittivo, in vigore sia a Natale che a Capodanno.

Il contenuto del nuovo Dpcm di Natale

Quello che al momento sembra scontato, comunque, è che il Dpcm di Natale imporrà il divieto di libero spostamento tra Regioni, anche se il governo dovesse decidere di far retrocedere tutte le Regioni in zona gialla, alla luce dei dati positivi dei contagi negli ultimi giorni. Si pensa ad una deroga allo scopo di far ricongiungere i parenti stretti, ma tutto dipenderà dall’andamento dell’epidemia.

Sembra scontato, invece, il divieto di riapertura delle piste da sci. Altro dubbio legato al divieto di spostamento interregionale è quello che riguarda la possibilità di raggiungere le seconde case. Ma anche su questo punto il governo deve ancora decidere.

Negozi, bar e ristoranti

Buone notizie, invece, per gli esercizi commerciali ai quali, con il Dpcm di Natale, potrebbe essere consentito di aprire fino alle dieci di sera.

L’intenzione del governo è quella di evitare il più possibile gli assembramenti, diluendo gli orari di apertura. Principio valido anche per i centri commerciali che dovrebbero restare aperti anche nel fine settimana. Lo slittamento della chiusura dei negozi porterebbe al posticipo di una o due ore dell’entrata in vigore del coprifuoco serale. Niente da fare, invece, per bar e ristoranti, che potrebbero essere costretti ancora a chiudere alle 18.

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