Botta e risposta nel corso di Otto e mezzo tra Lilli Gruber e Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio, ospite degli studi de La7, è stato chiamato a rispondere alle domande della giornalista sulla questione fondi Ue.

Il presupposto da cui è partita è stata la legge di Bilancio per il 2021. Un passaggio cruciale per un'Italia azzoppata dagli effetti economici del coronavirus e per il quale si punta molto sul supporto europeo. Non a caso Lilli Gruber ha ricordato come dei 39 miliardi preventivati, circa 14 dovrebbero arrivare da Bruxelles.

Una prospetto che, secondo la giornalista, diventa difficile da immaginare, quantomeno nel breve termine.

Pensiero basato sul fatto che, ad oggi, manca ancora accordo a livello politico in Europa e il modus operandi a livello continentale sarà disciplinato dal voto del Parlamento con alcuni Stati membri in piena campagna elettorale.

Circostanze che inducono Lilli Gruber a girare a Giuseppe Conte un interrogativo. "Come spiegherà - ha chiesto al premier - agli italiani che questi soldi promessi non arriveranno l'anno prossimo, ma forse non arriveranno mai?".

Otto e mezzo, Conte dice che la conduttrice è pessimista

"Lei - ha risposto Conte - è molto pessimista". Notazione a cui Lilli Gruber ha replicato con un laconico: "No, sono realista". A questi passaggi è poi seguita una spiegazione tecnica su ciò che potrebbe avvenire, da parte del capo del governo.

"Non voglio - ha precisato - contrapporre un ottimismo ingiustificato Dobbiamo attendere il Consiglio Europeo di dicembre che sarà decisivo. Conte ha aggiunto che, in questo momento, esiste davvero un problema derivante dal veto politico sul Recovery Fund messo da Polonia e Ungheria.

Recovery Fund: Conte spiega perché, a suo avviso, le cose cambieranno dopo il veto di alcuni

Tuttavia, secondo il presidente del Consiglio potrebbe presto essere interesse di tutti avere un aiuto concreto, sebbene il Recovery Fund abbia come maggiore destinatario proprio l'Italia. "Tutti - ha precisato - stanno vivendo una seconda ondata che è distruttiva".

"Confido - ha aggiunto - anche che i Paesi che hanno posto un veto sullo stato di diritto perché non accettano i riferimenti così come sono stati concretizzati. Io credo che rivedremo questa loro posizione tutti insieme.

Giuseppe Conte ritiene che, alla fine, tutti riterranno ragionevole le loro posizioni in favore del Recovery Fund. Una posizione dipendente dal fatto che nessuno vorrà danneggiare la propria economia, dato che il mantenimento del veto potrebbe equivalere alla non partenza del nuovo bilancio europeo e il quadro finanziario pluriennale. "E andremo - ha puntualizzato Conte sulla prospettiva contintentale - in bilancio provvisorio".

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