I divieti contenuti nel nuovo Dpcm di Natale, che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 4 dicembre in tutta Italia, non sono ancora stati ufficializzati. Il governo guidato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte in queste ore ne sta discutendo con i presidenti delle Regioni e con le delegazioni dei partiti che sostengono la maggioranza giallorossa. Ad ogni modo, come riporta anche il Corriere della Sera, alcune ipotesi che stanno circolando sugli organi di stampa sembrano essere molto credibili. Come dovrebbe essere il Natale degli italiani dunque? Molto probabilmente saranno vietati gli spostamenti tra Regioni (anche tra quelle gialle) dal 20 dicembre al 10 gennaio.

Coprifuoco confermato dalle 10 di sera anche nei giorni festivi e quarantena per chi torna dall’estero.

Dpcm di Natale, tutte le ipotesi sul tavolo del governo: alberghi di montagna chiusi

Si susseguono riunioni e discussioni in vista del 4 dicembre, data in cui dovrebbe entrare in vigore il nuovo Dpcm, cosiddetto di Natale. Uno degli argomenti più dibattuti è quello della possibilità di recarsi nelle località di montagna durante le feste. A questo proposito, il governo sembra orientato a stabilire la chiusura di tutti gli alberghi e i resort di montagna di Regioni come Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Niente da fare, almeno così pare, per la proposta di mediazione avanzata dai governatori regionali che avrebbero voluto riaprire gli impianti sciistici solo per gli ospiti delle strutture alberghiere e per i proprietari di seconde case.

Quarantena per chi torna dall’estero

A questo proposito, il governo Conte sembra voler proprio vietare gli spostamenti tra Regioni nel periodo che va dal 20 dicembre al 10 gennaio. Divieto che dovrebbe essere valido anche tra Regioni gialle. E in questo senso va anche l’ipotesi di quarantena obbligatoria per chi torna dall’estero durante questi 20 giorni di festività di Natale.

Al momento, invece, chi ritorna in Italia deve solamente sottoporsi al tampone. La decisione è condizionata dal fatto che i Paesi europei non hanno trovato un accordo sulle vacanze sulla neve, con Austria e Svizzera che hanno deciso di tenere aperti i loro impianti sciistici.

Gli altri divieti di Natale

Ma i divieti e i permessi contenuti nel prossimo Dpcm di Natale sono diversi.

Le note liete arrivano per negozi e centri commerciali che potranno restare aperti fino alle 21 e anche durante i fine settimana. Sì alla celebrazione delle messe, ma anche quella della notte di Natale dovrà essere anticipata di un paio di ore. Possibile poi recarsi nella seconda casa, ma solo se si trova nella stessa Regione di residenza. Per i pranzi e le cene delle festività la raccomandazione invece, non un divieto, è quella di mangiare solo con le persone conviventi. I ristoranti saranno aperti durante il giorno nelle zone gialle, ma chiusi a Natale e Santo Stefano. La scuola riaprirà in presenza per tutti solo dal 7 gennaio. Infine, sarà in vigore il divieto di organizzare feste sia nei luoghi pubblici che in quelli privati.

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