Il tema dell’obbligatorietà del vaccino contro il Coronavirus è al centro del dibattito di Stasera Italia. Durante la puntata del 30 dicembre del talk show di Rete 4, condotto da Veronica Gentili, diversi ospiti si alternano per esprimere la propria opinione su un argomento che sta facendo discutere gli italiani. Ci sono il critico d’arte Vittorio Sgarbi, i giornalisti Paolo Mieli e Tommaso Labate, il filosofo Stefano Bonaga e il senatore ex M5S Gianluigi Paragone. Ed è proprio tra quest’ultimo e Veronica Gentili che si apre un battibecco, con la conduttrice che accusa Paragone di “relativismo” e lui che replica invocando il diritto al “dissenso”.

Lo scontro sul vaccino tra Paragone e Gentili

“Ma non è una verità talmudica ragazzi”, esclama Paragone a un certo punto del dibattito sull’obbligatorietà del vaccino. “Gianluigi, dubitare di tutto, anche in termini scientifici, delle massime autorità scientifiche, porta ad un relativismo nel quale poi non ci si orienta nemmeno più”, lo stoppa però la conduttrice di Stasera Italia.

“Allora fate così - replica stizzito il senatore - concedete anche un minimo di relativismo. Concedete un minimo margine al dubbio, visto che la scienza si fonda sempre sul minimo margine del dubbio. Se non vi fosse, sarebbe fede, sarebbe un credo".

La conduttrice contro il senatore: ‘Tue obiezioni dovrebbero valere per tutti i vaccini’

“Invece de la verità vi renderà liberi, la fiala vi renderà liberi - ironizza Paragone - No, dovete consentire anche questo margine di dubbio, di dissenso.

Possiamo per piacere dire che, ancora, su questo vaccino non mi sembra che l’arco temporale consenta di avere efficacia”.

Uno sfogo che Veronica Gentili cerca di arginare ricordandogli che “noi ti abbiamo lasciato parlare più degli altri perché avevi questa posizione, per cui chiaramente si può dubitare. Però le tue obiezioni dovrebbero valere anche su tutti gli altri vaccini, come il morbillo e la varicella”.

Le posizioni di Labate e Bonaga

Anche il giornalista del Corriere della Sera, Tommaso Labate, si dice contro l’obbligatorietà del vaccino. Anche se, specifica, “penso che chi si vaccina debba avere dei vantaggi rispetto a chi non lo fa”.

Il filosofo Bonaga, invece, punta il dito contro Sgarbi che avrebbe detto “un’altra delle sue famose sciocchezze” secondo cui, se chi non si vuole vaccinare si trovasse insieme ad altre persone non vaccinate, danneggerebbe solo sé stesso.

Bonaga si chiede però se quel 30% circa di persone che rifiutano il vaccino, in caso dovessero ammalarsi di Covid, finirebbe a pesare sul sistema sanitario nazionale. “Mi sembra che siamo tutti matti”, commenta. Poi dà ragione al giornalista Paolo Mieli, il quale poco prima aveva affermato che sarebbe ancor troppo presto per discutere dell’obbligatorietà del vaccino, visto che dosi sufficienti per tutti ancora non sono disponibili. Intanto “bisogna provare a convincere la gente” e solo in un secondo momento si porrà il problema dell’obbligatorietà, conclude.

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