Si avvicina l'appuntamento con il momento in cui bisognerà ratificare le disposizioni relative al nuovo Dpcm. Quello attuale scade il 15 gennaio. Le interlocuzioni sono già in corso e si intensificheranno nei prossimi giorni. I numeri relativi al contagio da Coronavirus preoccupano e non poco. La consapevolezza che questo è il momento in cui occorrerà stringere i denti deriva da ultime uscite, come quelle del ministro Roberto Speranza. Quest'ultimo ha dichiarato come all'orizzonte ci siano mesi in cui bisognerà convivere con l'idea in cui continueranno ad esserci misure restrittive.

Nel nuovo Dpcm si dovrebbe andare verso la proroga di una buona parte delle regole anti-Covid che hanno caratterizzato gli ultimi provvedimenti finalizzati al contenimento.

Dal coprifuoco al sistema a zone. Finanche per la zona gialla si inizia ad immaginare il divieto di mobilità interregionale, ma a partire dal 16 a fare la differenza nelle restrizioni disposte per ciascun territorio potrebbe essere l'incidenza de nuovi parametri.

Nei giorni scorsi si è scelto, ad esempio, di abbassare le soglie dell'indice Rt. Si va in zona arancione con un Rt pari a 1 (prima era a 1,25) e in zona rosa con Rt pari a 1,25 (in precedenza il limite era fissato a 1,5). Questo ha fatto si che, a partire da domani e dopo il weekend di zona arancione nazionale) cinque regioni siano finite nella fascia di rischio intermedia. Il riferimento va, ovviamente, a Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto.

Zona rossa: parametri aggiuntivi

Nel nuovo Dpcm, però, si fa strada l'ipotesi che possa esserci una nuova e aggiuntiva strada per finire in zona rossa. Secondo le possibili nuove regole sarebbero destinate a finire nella fascia massima di rischio quelle regioni che dovessero censire 250 nuovi casi a settimana ogni 100.000 abitanti. Dovrebbe essere proprio il nuovo Dpcm a delineare questa misura e, a quel punto, i nuovi dati sul monitoraggio (previsti per il prossimo venerdì) potrebbero proiettare in fascia rossa diverse regioni.

Una settimana fa, ad esempio, il Veneto censiva 454,31 casi settimanali per 100.000 abitanti e questo lo avrebbe portato automaticamente in rosso. Stesso destino sarebbe toccato, ad esempio alla provincia autonoma di Bolzano, il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna e le Marche. Non si può, però, fare previsioni su ciò che potrà accadere nelle prossime rilevazioni

Dpcm e zona rossa: un lockdown light

Andare in fascia rossa, come è noto, equivale ad una sorta di lockdown light.

Restano aperte attività che, nella serrata primaverile del 2020, restavano chiuse come ad esempio i parrucchieri o altre attività produttive ritenute essenziali. Chiudono i negozi, i centri commerciali, ma anche bar e ristoranti (possibile asporto e consegna a domicilio). Non cambia però la forma rispetto alla necessità di uscire di casa unicamente per motivi che siano previsti dal Dpcm e per ogni spostamento serve l'autocertificazione.

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