Il nuovo Dpcm che entrerà in vigore il prossimo 16 gennaio non porterà un allentamento delle restrizioni. La situazione relativa al contagio da Coronavirus non fa dormire sonni tranquilli e, quando la campagna vaccinale è appena iniziata, esperti e governo sembrano sentire l'obbligo di mettere in campo misure prudenziali. Quello che ne viene fuori è una situazione che non dovrebbe prevedere significative aperture.

Parlare di "stretta" può essere corretto anche sulla base della revisione dei parametri. Si va verso la conferma dell'abbassamento delle soglie per passare in zona arancione o rossa. Così con indice Rt pari a 1 si va nel livello intermedio di rischio, con 1,25 in rosso.

Numeri che sono di 0,25 inferiori rispetto a qualche settimana e questo determinerà il fatto che ogni territorio finirà più facilmente in una fascia di rischio superiore, con annesse restrizioni e chiusure aggiuntive.

E non bisogna, inoltre, dimenticare che si dovrebbe varare il principio per il quale ciascuna regione che dovesse censire 250 casi di coronavirus alla settimana per 100.000 abitanti dovrebbe finire automaticamente in zona rossa.

Tuttavia, le nuove norme comporteranno restrizioni anche rispetto alle regole della zona gialla. Tuttavia, è meglio scendere nel dettaglio.

Dpcm 16 gennaio: zona gialla rafforzata

Su tutto il territorio nazionale resta il coprifuoco: dalle 22 alle 5 si potrà circolare solo con comprovati motivi di salute, lavoro o necessità.

Ovviamente lo si potrà documentare con autocertificazione.

Stop, invece, allo spostamento tra regioni senza motivi plausibili. In precedenza ci si poteva muovere tra realtà regionali collocate nel minor livello di rischio.

In giallo restano, inoltre, aperti tutti i negozi, con l'eccezione dei centri commerciali nel fine settimana (si può ipotizzare ok ad apertura attività che all'interno si occupano di beni essenziali).

Bar e ristoranti restano aperti dalle 5 alle 18. Non ci sarà nessuna apertura ulteriore, sebbene sembrava poterci essere qualche spiraglio. Resta la facoltà di vendere per asporto fino alle 22 o con consegna a domicilio senza limiti di orari. Entro i confini regionali e prima del coprifuoco c'è possibilità di movimento, con l'invito ad evitare di incontrare persone non conviventi.

Regole Covid, nei weekend almeno zona arancione nazionale

Anche le zone gialle, nei fine settimana, dovranno convivere con quella che il sabato e domenica sarà una vera e propria zona arancione nazionale. Bar e ristoranti chiusi e divieto di uscire dal proprio comune se non per motivi di lavoro, salute o necessità.

Questo viene verosimilmente fatto per evitare assembramenti nelle attività di ristorazione e possibile mobilità delle persone nei fine settimana. La deroga speciale riguarda quanti vivono in paesi con meno di 5000 abitanti e possono muoversi entro i 30 chilometri, senza però poter raggiungere i capoluoghi di provincia.

Si tratta, ovviamente, delle norme che riguardano le aree arancioni, per le quali risultano valenti per tutta la settimana.

Ovviamente per chi vive in una zona rossa valgono le norme più restrittive.

Riaperture palestre, cinema e teatri: niente da fare al momento

Secondo quelle che sono le indiscrezioni, inoltre, non ci saranno margini per l'apertura per cinema, teatri, mostre e musei. Niente da fare anche per le palestre, dove sembrava che l'ipotesi di organizzare lezioni individuali potesse prefigurarne una riapertura.

Ancor più forti restano le limitazioni per chi vivrà in zona rossa. In quel caso oltre a tutte le limitazioni della zona arancione, c'è da considerare il divieto ad uscire di casa senza autocertificazione e un motivo valido per spostarsi.

L'unico potenziale allentamento potrebbe essere rappresentato dalla costituzione delle così dette "zone bianche".

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