L'attuale Dpcm che regola le disposizioni anti-Coronavirus è in vigore dal 4 dicembre e sarà operativo fino al prossimo 15 gennaio. Il Decreto Natale, con le norme ad hoc per le festività, è in atto dal 24 dicembre e lo sarà fino al 6 gennaio (compreso). Con Capodanno alle porte è però già il momento di iniziare a capire quello che potrà accadere con l'inizio dell'anno in termine di strategia di contenimento della diffusione del Sars-Cov2.

Affinché l'arrivo del vaccino abbia effetti concreti sulla situazione epidemiologica bisognerà attendere diversi mesi. Questo renderà necessaria la prosecuzione di misure restrittive per il prossimo futuro, ma questo è il momento in cui si inizia ad ipotizzare che nel 2021 già a gennaio si possa progressivamente vedere qualche riapertura in più.

Affinché il discorso arrivi nelle sedi istituzionali passerà ancora qualche giorno, ma il dibattito relativo alla possibile nuova partenza per palestre e piscine è già aperto.

Probabile che il possibile riavvio sia subordinato a nuove norme, ma si tratta di un'eventualità tutt'altro che scontata. Sono sotto osservazione anche le situazioni di bar e ristoranti. Quest'ultime, a partire dal 7 gennaio e con un paese che potrebbe essere in larga parte in zona gialla, potrebbero ripristinare il servizio in loco dalle 5 alle 18. Ma per capire cosa può accadere occorre analizzare la situazione nel dettaglio.

Dpcm gennaio, cosa aspettarsi? Le parole delle istituzioni

Il primo dato da tenere presente è che ogni eventuale allentamento sarà subordinato ad un'evoluzione positiva della curva.

Impossibile, però, attendersi un "liberi tutti". Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, non a caso, aveva anticipato gli scenari. "Saranno - aveva detto in relazione a gennaio, febbraio e marzo - ancora tre mesi in cui dobbiamo camminare, provare a fare tutto quello che si può fare, ma ancora con regole molto rigide". Il ministro della Salute Roberto Speranza invece aveva anticipato: "Dal 7 gennaio si tornerà al sistema delle aree colorate, che ha dimostrato di funzionare abbassando l' Rt da 1,7 a 0,82 senza bloccare tutto il Paese".

A fare da eco c'è stato anche il parere del coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo. "Non è facile - ha ammesso- conciliare il controllo della situazione epidemiologica con le necessità di vita del Paese, con le esigenze sociali ed economiche. Credo sia necessario ripartire cercando una qualche gradualità".

Riaperture palestre e piscine: si cercano nuovi protocolli

Oggi le riaperture di palestre e piscine per il mese di gennaio non è un orizzonte né certo, né molto probabile. Entro i primi giorni di gennaio gli esperti del Ministero dello Sport potrebbero mettere in piedi soluzioni che potrebbero abbassare i rischi e rendere praticabile la strada del riavvio delle attività. Tra le idee che ci sono in piedi c'è quella di vietare l'accesso agli spogliatoi, l'istituzione di corsi per singole persone, ingressi ancor più contingentati. Nel caso delle piscine si immagina anche l'utilizzo di una sola persona per corsia. L'ipotesi reggerà solo se i dati del contagio che verranno fuori dai giorni estivi non faranno innalzare l'allerta.

Riaperture cinema, teatri: incognita file, no alle discoteche

L'ipotesi che vengano riaperti cinema, teatri e sale da concerto (quelle con posti a sedere, dove si potrebbe mantenere il distanziamento) potrebbe prendere corpo solo attraverso strategie che evitino le file all'ingresso e all'uscita. Al momento la strada è più percorribile per i musei e le gallerie d'arte. In questo caso si potrebbero contingentare gli ingressi attraverso le prenotazioni, non essendoci un evento a cui accedere tutti allo stesso orario. Ovviamente disco rosso per stadi, discoteche e avvenimenti dove possono avere luogo assembramenti.

Riaperture bar, ristoranti,pub e pasticcerie: la situazione

L'Italia, stando alle parole del Ministro Speranza, a partire dal 7 gennaio dovrebbe ritrovare la divisione per zone.

Ogni due settimane ciascuna regione vedrà valutata la propria situazione epidemiologica e potrà essere promossa e retrocessa in base al livello di rischio.

In zona arancione e rossa le attività di ristorazione restano chiuse. Possono operare, cioè, solo per asporto o consegna a domicilio. In giallo, come detto, possono operare in loco solo dalle 5 alle 18.

Gli esercenti del settore hanno dovuto inghiottire le chiusure festive e ora, qualora la curva non dovesse avere ripercussioni negative derivanti dalle feste, potrebbero puntare a poter operare sia a pranzo che a cena. Il tutto facendo rispettare i rigidi protocolli che prevedono anche un massimo di quattro persone a tavolo.

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