Dal 16 gennaio è lecito parlare di stretta? La risposta è probabilmente sì. La si avrà con le limitazioni agli spostamenti, con il divieto d'asporto per i bar oltre le 18. Ma non sarà solo il Dpcm a regolare le restrizioni destinate ad arrivare, perché a generare le chiusure sul territorio nazionale saranno soprattutto le nuove ordinanze del Ministero della Salute.

Sotto il profilo del modus operandi cambia poco, perché già da tempo l'Italia è divisa in base alla zona gialla, arancione e rossa. Livelli crescenti di rischio epidemiologico.

Il dicastero retto da Roberto Speranza, secondo le previsioni, andrà ad innalzare il livello di rischio e quindi di limitazioni per tutti quei territori che troveranno nei prossimi monitoraggi epidemiologici aumenti significativi.

Ad intervenire saranno due fattori. Uno è l'innegabile peggioramento del quadro epidemiologico del territorio. L'altro è, invece, il cambio dei parametri di valutazione per generare il cambio di colore. Grossolanamente si dice che una regione adesso può andare in rosso con Rt a 1,25 (prima era a 1,5) e in arancione con 1 (prima 1,25). Ma è una valutazione sommaria, tenuto conto che potrebbero entrare in gioco anche altri parametri destinati a mettere a rischio cambio colore tante regioni del territorio.

Nuovo Dpcm: atteso divieto d'asporto per bar dopo le 18

Analizzando più livelli delle norme, si può partire dal prossimo Dpcm. Entrerà in vigore il prossimo 16 gennaio e vieterà gli spostamenti anche tra regioni gialle. Ci si potrà muovere solo per motivi legati a lavoro, salute o necessità, da documentare con un autocertificazione.

È atteso anche il divieto d'asporto per i bar dopo le 18, in maniera tale da evitare eventuali momenti di movida improvvisata per le strade. Così come si dovrebbe raccomandare di non ricevere più di due persone a a casa, fermo restando che non sarà possibile in alcun modo e per ragioni costituzionali fare controlli nelle abitazioni. Questo appare più che altro come un invito al buonsenso e alla conferma del fatto che ogni momento di contatto interumano rappresenta un potenziale rischio.

Dpcm gennaio: occhio al colore delle regioni

Uno dei capisaldi del prossimo Dpcm è il mantenimento della divisione del Paese in fasce cromatiche. La maggior parte delle limitazioni di cui si parla riguarda perciò le zone gialle, tenuto conto che già in quelle arancioni esistono limitazioni considerevoli. Il ministro Speranza ha sottolineato alla Camera come, in base al quadro epidemiolocio venutosi a creare, sarebbe intenzione del governo "stabilire l'ingresso in area arancione di tutte le regioni a rischio alto secondo i 21 parametri definiti dal decreto del 21 aprile".

Secondo le stime sarebbero almeno dieci le regioni che rischiano di finire in fascia arancione che pur non avendo Rt sopra 1, hanno altri dati che configurano un quadro preoccupante. Si tratta di Liguria, Piemonte, Lazio, Marche. Con Rt sopra 1 e a rischio alto ci sono, invece, Puglia, Umbria e Sardegna. Non bisogna dimenticare che sono già in quella fascia: Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto. Nei giorni scorsi i numeri della Lombardia avevano iniziato ad ipotizzare che la regione potesse addirittura finire in rosso con i prossimi monitoraggi. Un destino che potrebbe toccare alla Calabria per via di alcuni parametri che potrebbero dipendere dal fragile sistema sanitario. Ma oggi bisogna aggiungere il condizionale e aspettare di capire l'evoluzione.

E allora cosa accade? Che le grandi limitazioni, più che dal Dpcm, potrebbero dipendere dal cambio dei colori, un po' forzato dal cambio dei parametri.

In arancione bar e ristoranti possono lavorare solo con l'asporto, mentre in giallo possono operare in loco dalle 5 alle 18. Non si può uscire dal comune se non per motivi di lavoro, salute, lavoro o necessità. Salvo che, come è noto ed in attesa di capire se la deroga sarà prorogata, non si viva in comuni con meno di 5000 abitanti. In quel caso ci si può spostare nel raggio di 30 chilometri, ma senza raggiungere il capoluogo.

Dpcm gennaio: colore regioni decisivo

In zona rossa invece non si può circolare al di fuori della propria abitazione se non per i già citati validi motivi e soprattutto chiudono anche i negozi non essenziali.

Nessuna speranza, ovviamente, per la riapertura di palestre, cinema, teatri. L'orizzonte è previsto solo per la fascia bianca. Si tratta di una zona che diventerebbe realtà solo nel momento in cui un territorio dovesse assestarsi su parametri rosei di cui si aspetta la definizione. Si parla di indice Rt a 0,50 o meno di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti. Numeri che, secondo alcune previsioni, alcun territori potrebbero raggiungere prima di fine febbraio o marzo.

In "bianco" decadrebbe il coprifuoco che, invece, resterà attivo in tutte le altre zone del nuovo Dpcm. Vietato, perciò, circolare dalle 22 alle 5 senza ragioni di lavoro, salute o necessità.

Segui la pagina Coronavirus
Segui
Segui la pagina Politica
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!